Emergenza incendi. Mozione di Sì Toscana a Sinistra. Fattori e Sarti: “Gravissime le responsabilità della riforma Madia

“L’Italia e la Toscana stanno bruciando da giorni. Un bollettino di guerra che è alimentato dall’eccezionale ondata di caldo e siccità, dalle azioni criminali di speculatori e piromani, a cui si sommano gli effetti devastanti della scellerata Riforma Madia, che ha fatto a pezzi il Corpo Forestale dello Stato”, dichiarano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, Consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra.

“Non solo è stata cancellata la forestale, storico e fondamentale presidio territoriale, in grado di lavorare con grande professionalità anche nella prevenzione degli incendi boschivi, ma, come se questo non bastasse, la pseudo-riforma Madia è stata anche applicata malissimo, con ritardi ancora irrisolti persino oggi, nel mezzo a questa gigantesca emergenza. Lo squilibrio della ‘riorganizzazione’ che è stata attuata è evidente a chiunque legga i numeri : dei quasi 7mila uomini del soppresso Corpo forestale, 6.400 sono andati ai Carabinieri e appena 360 ai Vigili del Fuoco, così come metà degli elicotteri sono stati destinati ad usi diversi dall’antincendio”.

“Anche in Toscana, come denunciato dalle organizzazioni sindacali, i pompieri sono sempre più a corto di personale oltre che di mezzi aerei e terrestri, spesso anche vetusti, per non dire della cronica mancanza di risorse adeguate, il tutto in un clima di confusione normativa generata da pseudo-riforme mal concepite e mal gestite che stanno facendo male al paese”.
“Davanti ad un simile quadro, chiediamo che il Consiglio Regionale si esprima sulla nostra mozione, approntando azioni a 360 gradi. Nell’immediato si tratta di intervenire presso il Governo per una rapida approvazione dei decreti attuativi necessari al completamento del passaggio di competenze, personale, strumenti e mezzi per l’antincendio boschivo, semplificando anche i meccanismi di attivazione del personale ausiliare nei periodi critici. Nel medio periodo chiediamo di rivalutare profondamente le scelte operate con il Decreto Madia, a partire dall’incomprensibile e controproducente soppressione del Corpo Forestale dello Stato, specializzato nel contrasto dei reati ambientali e nella loro prevenzione. Una soppressione che abbiamo sempre combattuto, con argomenti e numeri, e oggi i fatti ci danno purtroppo ragione”.

“Si può far molto anche a livello locale, partendo proprio dai nostri boschi. Serve un un piano di prevenzione forestale pluriennale in un’ottica di adattamento ai cambiamenti climatici, così come servono più squadre di avvistamento e spegnimento a terra e più operai forestali, per cui è necessario sbloccare finalmente il turn over e prevedere l’assunzione di giovani motivati e formati per svolgere un ruolo fondamentale a vantaggio di tutta la collettività toscana. Tutto ciò aggiornando puntualmente il catasto delle aree percorse dal fuoco per evitare future speculazioni e rafforzando gli interventi delle forze dell’ordine, con una severa applicazione della legge sugli eco-reati”.

“Non ultimo, occorre ricordare come siccità ed incendi mettano a rischio la sopravvivenza della fauna selvatica a tutela della quale bisognerebbe quantomeno allentare l’altissima pressione della caccia, ipotizzando il posticipo della prossima stagione venatoria”.



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