Fabrizio Cicchitto (ReL): Arlecchino premier, servitore di due padroni

La vicenda della formazione del governo Movimento 5 Stelle-Lega da drammatica sta diventando grottesca. In primo luogo emerge che su tutta una serie di questioni di merito non c’è accordo per la “contraddizion che nol consente” fra un partito di estrema destra quale è diventata la Lega che ha una sua coerenza interna, e un movimento insieme autoritario, populista e demagogico che contiene insieme elementi di destra e di sinistra: di conseguenza sono tutt’ora aperte una serie di questioni decisive, come l’immigrazione, la sicurezza, le infrastrutture, la giustizia, la scelta su TAV e sulla vita o la morte dell’ILVA. Sul resto (reddito di cittadinanza, legge Fornero, flat tax, IVA) abbiamo capito come hanno raggiunto l’accordo, fanno saltare i conti dello Stato dilatando di oltre 100 miliardi la spesa pubblica; poi più che una contrattazione con l’Unione Europea su alcuni punti (patto di Dublino, fiscal compact) si punta a una revisione globale dei trattati: si tratta di un obiettivo impossibile (occorrerebbe il consenso di tutti i paesi Ue) che se preso sul serio vorrebbe dire uscita dall’Europa. Gli autentici leader della maggioranza sono due e non uno e non essendosi accordati sull’attribuzione del ruolo di presidente del Consiglio a uno di essi hanno rovesciato tutte le procedure politiche-istituzionali per cui adesso sono alla ricerca di un terzo del tutto estraneo ai due partiti, una specie di consulente o di prestanome o a essere un po’ malevoli di un’autentica foglia di fico o di una testa di legno che non esprime affatto la leadership del governo e della sua maggioranza: una specie di Arlecchino servitore di due padroni. Un simile vulnus alle normali procedure istituzionali e politiche francamente è inaccettabile da entrambi i punti di vista. Il prodotto che sta venendo fuori è un mostriciattolo, un governo Frankenstein: per la prima volta nella storia della Repubblica (in questo ha ragione Di Maio quando afferma che egli e Salvini stanno scrivendo la storia) come in un film di Vittorio De Sica si cerca di trovare un presidente del Consiglio preso dalla strada.Così Fabrizio Cicchitto (Riformismo e Libertà) a Huffington Post



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