fascia olivata da assisi a spoleto è paesaggio storico, prima tappa per riconoscimento fao ed unesco

Perugia – La fascia olivata da Assisi a Spoleto è paesaggio storico. Un riconoscimento fondamentale, ma anche la prima tappa di un percorso che porterà il cuore verde dell’Umbria al riconoscimento di patrimonio culturale. Questa mattina si sono svolte al Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari le audizioni per la designazione dei paesaggi rurali storici. La candidatura della fascia olivata che va da Assisi a Spoleto, coprendo 9 mila ettari di collina e mettendo insieme sei comuni, è stata sostenuta dai sindaci di Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto. Coordinati da Marco Bencivenga i sindaci hanno offerto nei mesi scorsi un raro esempio di collaborazione per giungere a un obbiettivo comune: valorizzare quella porzione unica di territorio per salvare gli uliveti dall’incuria, per rilanciare il turismo rurale, per offrire ai produttori di olio extravergine il valore aggiunto del territorio. Da questa intuizione è nata l’idea di candidare la fascia olivata prima a paesaggio storico poi a bene culturale dell’umanità.

La relazione stamani presso il Mipaaf è stata tenuta dal presidente nazionale e mondiale degli agronomi Andrea Sisti che ha spiegato come ci sia in quei 9 mila ettari un universo valoriale unico e irripetibile. Universo che è fatto di ulivi millenari, di sistemi di coltivazione che non hanno eguali (si pensi alle mezzelune di muri a secco, alle ceppaie) di aggregazioni culturali e antropologiche che attorno alla coltivazione dell’ulivo hanno sviluppato una civiltà peculiare, di suggestioni di tipo culturale con i manufatti storico-architettonici che si inseriscono perfettamente nella fascia olivata e anzi ne traggono forza e identità, di capacità di coltivazione e di sapienza agricola, di capacità estrattiva e di estrema qualità del prodotto, di abilità gastronomica che celebra nell’extravergine di oliva l’identità culinaria di queste comunità. Ma oltre a questo c’è l’eccezionale circostanza che per la prima volta un così esteso paesaggio si presenta unito e unitariamente alla candidatura. In più Andrea Sisti ha messo in evidenza come la fascia olivata sia indispensabile per la preservazione dell’ambiente e come essa sia la più autentica rappresentazione (peraltro plasticamente narrata in moltissimi capolavori pittorici) del paesaggio che è stato costruito dalla fatica, dall’idea e dalla sapienza dell’uomo. A sostenere la candidatura stamane sono intervenuti anche il sindaco di Trevi Bernardino Sperandio e il vicesindaco di Spello Gianni Narcisi.

Come è stato rilevato dagli stessi esperti del Mipaaf che hanno accolto la candidatura della fascia olivata e l’hanno immediatamente iscritta nel registro e nella lista dei paesaggi storici, la proposta umbra è unica per significato paesaggistico, storico, agronomico e antropologico. Ciò pone solide basi sia per l’inserimento tra i paesaggi d’interesse mondiale che la Fao sta censendo ed iscrivendo nel suo prestigiosissimo registro sia per il riconoscimento della fascia olivata come patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. In particolare l’iter che riguarda la Fao è alle battute conclusive, mentre per l’Unesco il risultato ottenuto oggi a Roma di fatto apre le porte della “tentative liste”.

Come sottolineato da Sisti, dai Sindaci e dallo stesso Bencivenga: “Quella di oggi è stata una tappa fondamentale, per continuare un processo di valorizzazione e tutela di questo patrimonio paesistico che è insieme cultura, agricoltura e ambiente. Ci sono ottime potenzialità dal punto di vista turistico – sono stati ripristinati i sentieri c’è già un forte interesse da parte di alcuni tour operator di fascia alta sia europei che extraeuropei – il che spingerà le comunità ad una più attenta conservazione e tutela di questo patrimonio e gli operatori ad una sempre migliore qualificazione dell’offerta”. Dalla storia, dal paesaggio, dalla determinazione degli uomini ancora una volta l’Umbria trova un’occasione di sviluppo rilanciando il suo bello che offre una concreta opportunità di fruire il buono. Tra la storia e il futuro.



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