FONDI EUROPEI: IL LAZIO TRA REGIONI MIGLIORI PER UTILIZZO RISORSE

Fare il punto sull’impiego dei fondi europei, sulle 45 azioni cardine e i progetti scelti, perché realizzabili in tempi brevi e perché utili a migliorare la vita dei cittadini e il lavoro delle imprese. Questo l’oggetto dell’evento che si è tenuto a Roma, dal titolo: “Con l’Europa il Lazio è più forte – Incontro annuale Fondi Sie”.

Dall’edilizia scolastica alle azioni di sviluppo: l’elenco di quanto fatto fino a oggi sul fronte della programmazione è lungo. Si ricordano, ad esempio, gli interventi in tema di sviluppo, lavoro e coesione sociale, diritto allo studio e alla formazione e ancora all’occupazione. I fondi europei sono stati anche indirizzati a interventi sull’ambiente, dal rischio geologico e idrogeologico, alla bonifica dei terreni inquinati nella Valle del Sacco, al recupero del sistema fluviale del Tevere. Interventi anche sul fronte dei trasporti, e sull’edilizia scolastica e quella sanitaria.

Il Lazio è tra le regioni migliori d’Italia per l’attuazione dei programmi europei. Questo è un altro grande riconoscimento, una svolta del sistema regionale che prima collocava il Lazio tra gli ultimi in Italia, per la capacità di spendere i fondi e oggi, invece, brilla per performance. Bisogna dire grazie al sistema produttivo regionale, a tutti coloro che hanno dato una mano senza dimenticare mai che l’ambizione è quella di creare lavoro, introdurre più meritocrazia e più innovazione.

“Abbiamo scommesso sull’Europa – ha dichiarato il presidente Nicola Zingaretti – come orizzonte della nostra azione amministrativa. Europa ha voluto dire: programmi per i giovani, ristrutturare una scuola con energie rinnovabili, efficientamento energetico degli edifici, dare una borsa di studio in più. Cose molto concrete. Eravamo terz’ultimi e siamo tra i primi in Italia e questo è un beneficio per i cittadini, innanzitutto, di questa comunità, perché il Lazio è più forte”.

“Il Lazio sta facendo un ottimo lavoro sull’utilizzo dei fondi europei – ha dichiarato il ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti – sul Fesr, per esempio, è al 70% di attivazione delle risorse, un dato superiore alla media nazionale che è del 45%. Inoltre, il livello di collaborazione istituzionale è molto buono”. “La Regione – ha aggiunto – ha fatto una scelta, che è quella che noi caldeggiamo: programmare in modo integrato i fondi europei tra di loro e con i fondi nazionali. E i frutti si cominciano a vedere”.



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