GALLERIE D’ITALIA, GIORNATA DI STUDI SU CARAVAGGIO

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GALLERIE D’ITALIA, GIORNATA DI STUDI SU CARAVAGGIO: SVELATI GLI AUTORI DEL MADRIGALE RAFFIGURATO NEI MUSICI

NAPOLI – Si è conclusa ieri sera alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, la giornata di studi multidisciplinare attorno all’opera I musici di Caravaggio – in prestito dal Met di New York fino al 23 luglio –  durante la quale è stata svelata in anteprima l’identità dell’autore del testo e della musica del madrigale raffigurato nel capolavoro del grande pittore lombardo.

Si tratterebbe del poeta e umanista Jacopo Sannazaro l’autore del sonetto utilizzato come testo del madrigale, musicato dal napoletano Pompeo Stabile: l’individuazione è il risultato di una lunga e impegnativa ricerca durata trent’anni e condotta dal musicologo Domenico Antonio D’Alessandro.

«Il confronto con una copia svizzera ben conservata – ha spiegato D’Alessandro – mi ha permesso di identificare la musica e il madrigale a sei voci del musicista napoletano Pompeo Stabile, composto sul testo Ben può di sua ruina di Jacopo Sannazaro. Si tratta di un sonetto che allude al rovinoso volo di Icaro che, sordo agli ammonimenti del padre, muore precipitando in mare quando il sole scioglie le sue ali di cera».

Secondo D’Alessandro il madrigale rappresenterebbe quindi un monito rivolto dal cardinale del Monte a Caravaggio, suo giovane protetto, una sorta di raccomandazione a mitigare il suo carattere irruento.

«Questa tela, eccezionalmente in viaggio da New York a Napoli – ha spiegato Francesca Cappelletti docente dell’Università degli Studi di Ferrara e vicepresidente del Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici Mibact – ci parla di un Caravaggio giovane e del suo primo ingresso nella committenza aristocratica romana».

Uno dei primi personaggi romani a richiedere un’opera all’artista milanese era stato proprio il cardinale Francesco Maria del Monte, grande appassionato di musica, scienze e pittura fiamminga. E dai Musici, opera commissionata a Caravaggio, emerge proprio una delle sue più grandi passioni.

«La giornata di studi svolta a Palazzo Zevallos Stigliano – ha ribadito Cappelletti – oltre a sviluppare una nuova proposta di lettura di questo manoscritto musicale, ci ha offerto la possibilità di leggere la cultura di Caravaggio e dei suoi committenti in modo più ampio, consentendoci di soffermarci sulla riscoperta di un artista la cui presenza spazia dalla storia dell’arte al cinema, alla letteratura. Basti pensare al fascino che il mondo di questo genio, a metà tra il palazzo e la strada, ha suscitato in autori come Gadda, Testori, Pasolini, come ricordato oggi da Filippo Ferro».

Il dipinto, realizzato intorno al 1597, probabile rappresentazione di una complessa allegoria pagana, ritrae tre giovani che si accingono a eseguire un concerto. D’altra parte il cardinale – proprietario di una ricca biblioteca, di una collezione di quadri e di alcuni strumenti musicali, aveva voluto imprimere sulla tela, affidata al genio di Caravaggio, il vivace clima culturale della sua corte.

La celebre tela I musici, uno dei primi capolavori degli esordi romani del pittore, è conservata al Metropolitan di New York e ora eccezionalmente in prestito come “ospite illustre” a Napoli alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano fino al 23 luglio.

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