GIANSANTI (CONFAGRICOLTURA): “SERVE una Pac più semplice, più efficace e con regole davvero comuni”

“Nella comunicazione della Commissione Ue, che ha aperto il processo di riforma della politica agricola comune post 2020, ci sono due aspetti che, a nostro avviso, non sono stati toccati a sufficienza, quelli della competitività e della semplificazione, che invece sono fondamentali. La Pac dovrà incrementare gli sforzi per l’ammodernamento strutturale delle aziende che competono su mercati altamente volatili ed instabili. Dovrà prevedere una semplificazione delle norme ma anche del sistema di programmazione degli interventi per il settore; in particolare, andranno previste metodologie uniche e semplificate, non diverse da regione a regione come accade ora, per finanziare investimenti, innovazione, progetti d’impresa”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intervenendo al ‘Forum Pac post 2020’, indetto a Roma dal ministero per le Politiche agricole come momento di approfondimento e confronto.

Massimiliano Giansanti, nel suo intervento, ha pure espresso la sua contrarietà al ‘new delivery model’ (nuovo modello di risultati), con gli Stati membri che avrebbero margini di discrezionalità in un piano europeo che andrebbe a fissare solo la cornice strategica in cui muoversi. “Siamo contrari ad un processo che, di fatto, aprirebbe le porte alla rinazionalizzazione della Pac – ha osservato -. Non è certo questo il modello che auspichiamo per il post 2020; al contrario vorremmo una maggiore coerenza e unitarietà a livello europeo, di obiettivi e di strumenti”.

“Gli agricoltori – ha proseguito Giansanti – hanno diritto ad un reddito equo e stabile; se è vero che un agricoltore dà da mangiare a 60 cittadini, non è altrettanto vero che 60 cittadini danno da mangiare ad un agricoltore”.

Ha quindi contestato la proposta di ‘capping’ (praticamente un tetto massimo o plafonamento) e di redistribuzione dei pagamenti diretti dalle grandi alle piccole aziende agricole. “Bisogna impedire che vengano penalizzate le imprese più grandi che sono quelle più dinamiche sui mercati internazionali e che danno occupazione”.

“Il ministero ha indicato tre parole chiave per il rinnovamento della Pac: agricoltura, ambiente, alimentazione – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Sono anche le nostre indicate sin all’inizio del mio mandato di presidente, con cui abbiamo sollecitato attenzione sui temi dell’agribusiness, della sostenibilità, della nutrizione e salute (valutando pure i nuovi consumi, le richieste alimentari dei Millennials). A queste tre parole chiave ne avevamo aggiunte altre due, che ci sembrano anch’esse imprescindibili: competitività (con aziende strutturate che facciano reddito); giovani (intervenendo per favorire occupazione e ricambio generazionale). E’ essenziale che l’impresa agricola ed il reddito degli imprenditori agricoli tornino al centro di una Pac più semplice, più efficace e con regole davvero comuni”.

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