Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate: le celebrazioni a Trento

Celebrazione oggi a Piazza Santa Maria Maggiore a Trento per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate alla quale ha partecipato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, portando i saluti del presidente Ugo Rossi.
“Il Trentino – ha spiegato il vicepresidente Olivi – è una terra che ha conosciuto le lacerazioni, la sofferenza, l’immane tragedia della guerra e lo ha fatto proprio in ragione di una frattura frutto di egoismi e nazionalismi che avevano costretto donne e uomini vicini dentro una stessa comunità territoriale a sentirsi loro malgrado nemici. Questa terra però ha anche dimostrato che proprio attraverso un forte patto di cittadinanza, attraverso lo sforzo di comporre le differenze e di considerare l’essere diversi una responsabilità l’unità sia possibile. Oggi il Trentino rappresenta per l’Italia e l’Europa l’esempio di come elementi divisi si sono trasformati in una terra che investe sulla coesione, sulla propria unità per essere a servizio di un’unità più grande che è quella di questo Paese”.

“L’Unità d’Italia non è un bene conquistato una volta per tutte e non è affidato solo alla responsabilità di chi ci deve difendere” ha ribadito Olivi. “L’unità si fonda sulla possibilità che tutti si sentano cittadini nel pieno esercizio dei loro diritti, delle loro opportunità. Proprio nella giornata dedicata alle Forze armate vorrei dire che la politica, le istituzioni ma anche tutti i cittadini hanno una responsabilità che è quella di non lasciare alle sole forze armate la gestione della sicurezza e della legalità. Una nazione è unita solo se coltiva tutti i giorni lo sforzo della democrazia, che significa lo sforzo di dare lavoro, di aiutare gli ultimi, di costruire equità e di sentirsi tutti cittadini responsabili. Le Forze armate non devono sentirsi sole nella gestione della sicurezza, dobbiamo sentire la responsabilità di costruire un Paese più giusto in cui i territori e le comunità si sentano protagonisti nella costruzione di un’unità che va però costruita nel rispetto delle differenze. Lo diciamo da un territorio che è fiero della propria autonomia e che la mette a disposizione del Paese. E’ la dimostrazione che si può essere uniti anche riconoscendo le pluralità”.



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