CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DELL’AMBIENTE

La Giornata mondiale dell’Ambiente che si celebra oggi ed ha per tema il legame tra persone e natura cade in un momento particolare per la difesa del patrimonio naturale, nel mondo e nel nostro Paese, un momento in cui sembra più forte chi invoca la libertà di inquinare o quella di sparare”. Lo scrive, in una nota, l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista, in occasione della celebrazione promossa dall’Onu.

“Dobbiamo ancora riprenderci – scrive l’ex ministro del Turismo – dallo sconcerto per la decisione del presidente Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima, fondata su un’assurda contrapposizione tra sensibilità all’emergenza ecologica e le ragioni dello sviluppo economico. E’ vero esattamente il contrario, come dimostrano i numeri della cosiddetta economia green anche in Italia. Basti pensare che è legato ad eco-investimenti il 44,5 per cento dei nuovi posti di lavoro. Quello di Trump è un atto senza precedenti di rinuncia alla leadership e crea un vuoto che l’Europa può e deve colmare: dopo le prime dichiarazioni dei capi di governo, speriamo di vedere iniziative concrete nel G7 Ambiente che si terrà a Bologna la settimana prossima”. Oltre allo scenario globale – aggiunge – c’è quello nazionale. La Camera sta esaminando una vera e propria “controriforma” delle aree protette che ci fa tornare indietro di quarant’anni ed appare perfettamente in linea con la politica di “distruzione” della protezione animale condotta dal governo Renzi e dalla fotocopia Gentiloni. La legge che oggi si vuole smantellare (la 394/1991) è riuscita a tutelare, strappandolo alla cementificazione e alla speculazione, il 10,5 per cento del territorio: 871 aree protette, 3.163.590,71 ettari a terra, 2.853.033,93 ettari a mare e 658,02 chilometri di coste, con gli straordinari ecosistemi che consentono la sopravvivenza di specie come il lupo, l’orso e la lontra, e che attirano milioni di visitatori l’anno. Nelle nuove norme proposte – ricorda l’on. Brambilla – gli animali sono considerati solo “in quanto problemi”, proprio come il presidente Trump ritiene “un problema” per l’economia le misure da adottare contro il riscaldamento globale. In entrambi i casi la risposta è rozza: non la prevenzione ma la deregulation. Là la libertà di inquinare, qui quella di sparare nelle aree protette. Con un effetto paradossale: nel resto del territorio italiano chiuso all’attività venatoria, secondo la legge di tutela della fauna,157 del 1992, di norma si devono adottare metodi ecologici prima di passare agli abbattimenti. Nei parchi, dove la Natura è protetta, questa garanzia potrebbe non scattare”.

Ben venga quindi – conclude la parlamentare – la giornata mondiale dell’Ambiente. Per meditare sugli errori degli altri, ma anche su quelli che sta per compiere il nostro Paese”.

La Giornata mondiale dell’Ambiente che si celebra oggi ed ha per tema il legame tra persone e natura cade in un momento particolare per la difesa del patrimonio naturale, nel mondo e nel nostro Paese, un momento in cui sembra più forte chi invoca la libertà di inquinare o quella di sparare”. Lo scrive, in una nota, l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista, in occasione della celebrazione promossa dall’Onu.

“Dobbiamo ancora riprenderci – scrive l’ex ministro del Turismo – dallo sconcerto per la decisione del presidente Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima, fondata su un’assurda contrapposizione tra sensibilità all’emergenza ecologica e le ragioni dello sviluppo economico. E’ vero esattamente il contrario, come dimostrano i numeri della cosiddetta economia green anche in Italia. Basti pensare che è legato ad eco-investimenti il 44,5 per cento dei nuovi posti di lavoro. Quello di Trump è un atto senza precedenti di rinuncia alla leadership e crea un vuoto che l’Europa può e deve colmare: dopo le prime dichiarazioni dei capi di governo, speriamo di vedere iniziative concrete nel G7 Ambiente che si terrà a Bologna la settimana prossima”.

Oltre allo scenario globale – aggiunge – c’è quello nazionale. La Camera sta esaminando una vera e propria “controriforma” delle aree protette che ci fa tornare indietro di quarant’anni ed appare perfettamente in linea con la politica di “distruzione” della protezione animale condotta dal governo Renzi e dalla fotocopia Gentiloni. La legge che oggi si vuole smantellare (la 394/1991) è riuscita a tutelare, strappandolo alla cementificazione e alla speculazione, il 10,5 per cento del territorio: 871 aree protette, 3.163.590,71 ettari a terra, 2.853.033,93 ettari a mare e 658,02 chilometri di coste, con gli straordinari ecosistemi che consentono la sopravvivenza di specie come il lupo, l’orso e la lontra, e che attirano milioni di visitatori l’anno. Nelle nuove norme proposte – ricorda l’on. Brambilla – gli animali sono considerati solo “in quanto problemi”, proprio come il presidente Trump ritiene “un problema” per l’economia le misure da adottare contro il riscaldamento globale. In entrambi i casi la risposta è rozza: non la prevenzione ma la deregulation. Là la libertà di inquinare, qui quella di sparare nelle aree protette. Con un effetto paradossale: nel resto del territorio italiano chiuso all’attività venatoria, secondo la legge di tutela della fauna,157 del 1992, di norma si devono adottare metodi ecologici prima di passare agli abbattimenti. Nei parchi, dove la Natura è protetta, questa garanzia potrebbe non scattare”.

Ben venga quindi – conclude la parlamentare – la giornata mondiale dell’Ambiente. Per meditare sugli errori degli altri, ma anche su quelli che sta per compiere il nostro Paese”.



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