Giorno della Memoria, all’inaugurazione dell’anno giudiziario

FIRENZE – Nel Giorno della Memoria che la Regione ha vissuto ieri con ottomila studenti da tutta la Toscana un richiamo, nelle cerimonie di apertura dell’anno giudiziario, alle leggi razziali che precedettero le deportazioni era atteso. E le parole non hanno concesso sconti.

“La ricorrenza dei settanta anni della Costituzione – ha sottolineato a Firenze la presidente della Corte di appello, Margherita Cassano – coincide con un’altra data molto dolorosa: gli 80 anni delle leggi razziali, promulgate dalle dittature nazi-fasciste, vero e proprio orrore umano e giuridico. Il Giorno della memoria ci impegna testimoniare la ferita aperta da un genocidio e a non considerarla solo una pagina di storia passata, ma un monito quotidiano a restituire dignità individuale alle vittime e a rendere il rispetto di ogni uomo un vero e proprio imperativo morale”. Quelle leggi furono un “evento infausto, terribile e disumano – si sofferma Maria Elisabetta Casellati, componente laico del Csm – mentre la Costituzione del 1948 è un baluardo di civiltà, agli antipodi dunque di quella scellerata ignominia”.



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