Governare la biodiversità

Presentata la cartografia degli habitat realizzata in collaborazione tra Regione e le Università di Firenze Arezzo e Siena
Governare la biodiversità

I boschi planiziali: un esempio di integrazione da presidiare

La Comunità Europea, nel 1992, ha emanato la Direttiva 92/43 per promuovere il mantenimento della biodiversità, tenendo conto al tempo stesso delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali nel territorio europeo.

L’attenzione dell’Unione europea si è concentrata sulle minacce che incombono su taluni tipi di habitat naturali e su talune specie animali, tanto da ritenere necessaria la definizione di valide misure volte a garantirne la conservazione od il ripristino di uno stato di conservazione soddisfacente.

La Direttiva incoraggia politiche di riassetto del territorio e di sviluppo ed una gestione degli elementi del paesaggio aventi un’importanza fondamentale per la flora e la fauna selvatiche. A tale proposito indica la realizzazione di un sistema di verifica dello stato di conservazione degli habitat naturali e delle specie attraverso la ricerca ed i lavori scientifici resi oggi possibili dal miglioramento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.

La Direttiva 92/43, denominata anche “Habitat”, prevede un’attività di monitoraggio e l’elaborazione di dati per la realizzazione di rapporti nazionali in grado di fotografare la situazione e di suggerire poi linee d’intervento. La collaborazione tra i soggetti attuatori, nel caso italiano la filiera Ministero – Regioni – Università – ISPRA ed Enti di ricerca, si rivela fondamentale ed alla base del buon esito delle indicazioni presenti nella direttiva.

In Toscana la collaborazione tra Regione Toscana (Settore Sistema Informativo territoriale ed ambientale) e le Università di Arezzo, Firenze e Siena coinvolte nel progetto Hascitu (Habitat in the Site of Community Importance in Tuscany) ha permesso d’individuare e rappresentare la cartografia degli habitat d’interesse comunitario presenti all’interno dei siti d’importanza comunitaria (SIC) della Toscana.

I risultati presentati all’auditorium della Regione Toscana il 22.02.2018, inerenti la raccolta di dati per la realizzazione della cartografia degli habitat nei territori toscani, hanno reso possibile la creazione di un inventario in grado di rappresentare un quadro conoscitivo generale sugli ambienti naturali e seminaturali (es. i boschi planiziali) meritevoli di conservazione e dunque oggetto del monitoraggio e di presidio.

La governance della biodiversità parte dunque da dati condivisi, messi a disposizione e sistematizzati per lo studio e l’attuazione di politiche ambientali economiche e sociali. Il dato è fondamentale in relazione a politiche di carattere urbanistico, di produzioni agricole ma anche industriali, attraverso lo sviluppo, la produzione e l’utilizzo di sensori sempre più performanti in grado di registrare e verificare i cambiamenti della biodiversità.

Un importante contributo alla difesa della biodiversità sarà dato dalla creazione di modelli dinamici per monitorare i cambiamenti della stessa ed i dati raccolti dall’Osservatorio toscano per la biodiversità in collaborazione tra Ministero dell’Ambiente ed ISPRA permetteranno di indirizzare la conoscenza per individuare modalità di gestione di politiche declinate in molteplici ambiti. L’analisi del dato permette l’integrazione e la complementarietà tra agricoltura, protezione ambientale e tutela della biodiversità facendo registrare l’esigenza di creare anche delle figure professionali attinenti a questi ambiti, sottolineando l’esigenza di trasformare i dati in politiche operative di difesa della biodiversità.

I dati raccolti dalla comunità scientifica dagli enti di ricerca permetterà alle amministrazioni di valutare le politiche da attuare per migliorare la conservazione degli habitat delle specie animali. I dati di conoscenza permetteranno alle amministrazioni di capire se le politiche adattative sono pertinenti od occorrerà approntare dei validi correttivi.

L’utilizzo dei dati sulla biodiversità potrà inoltre indicare alle amministrazioni informazioni per l’attuazione di politiche urbanistiche, del territorio e del suo assetto, infatti scopo della sostenibilità è la tutela dell’ambiente ed il suo paesaggio.

Le politiche integrate che derivano dall’analisi dei dati presentati anticipano in parte i proponimenti indicati da “Agenda 2030” per lo sviluppo sostenibile dove viene superata definitivamente l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e si afferma una visione integrata delle diverse dimensioni ed ambiti dello sviluppo.



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