Grano canadese, sit-in dei produttori al Porto di Bari

Grano canadese, sit-in dei produttori al Porto di Bari. Barone (M5S): “Sicurezza e maggiori controlli a tutela di cittadini e produttori”

BARI – Questa mattina, la consigliera regionale M5S Rosa Barone ed il deputato M5S Giuseppe L’Abbate, hanno sostenuto e partecipato al sit-in degli agricoltori e dei rappresentanti dell’associazione Granosalus presso il Porto di Bari, in protesta contro i continui sbarchi di grano, potenzialmente contaminato, proveniente dal Canada.

“Gli agricoltori chiedono maggiore chiarezza e trasparenza sui controlli che a quanto pare sono superficiali o che avvengono normalmente solo su base documentale. – dichiara la consigliera M5S Rosa Barone componente della IV Commissione Agricoltura – Questa mattina abbiamo concentrato l’attenzione su una nave giunta da Vancouver il giorno 8 giugno e dalla quale pare sia stato permesso lo scarico del grano dopo solo 2 ore, senza dunque alcun controllo effettivo sulla qualità sanitaria dello stesso che aveva affrontato un viaggio lunghissimo in condizioni di temperatura ed umidità particolari; un controllo che solo successivamente è stato effettuato e comunque solo su una delle 7 stive.”

La consigliera cinquestelle racconta che, a quanto appreso, il primo controllo effettivo del grano sia finalizzato unicamente a verificare la corrispondenza tra ciò che è riportato nella documentazione di trasporto e la merce realmente trasportata; lo scarico a quel punto può avvenire ugualmente anche  qualora contestualmente si decidesse di effettuare dei controlli volti a verificare la qualità sanitaria del grano duro potenzialmente contaminato da Don e Glifosate.

“Scarico che – prosegue Barone – dunque avviene contestualmente ai controlli che invece dovrebbero essere la sola e principale priorità per chi deve autorizzare lo sbarco della merce. Operazioni di questo genere sono la vera causa dei continui cali di prezzo del grano oltre ad essere estremamente pericolose per la salute dei cittadini che a loro insaputa, pensando di mangiare prodotti Made in Italy, si ritrovano sulle loro tavole pasta o pane fatto con farine non sempre controllate. Questa è la dimostrazione che anche chi afferma che il cibo italiano è supercontrollato potrebbe prendere un abbaglio, soprattutto se quel cibo è fatto di materie prime di origine straniera. Chi consuma un prodotto ha il diritto di sapere da dove proviene, dunque è necessario garantire in ogni momento la tracciabilità.

La situazione non è più tollerabile – conclude – chiediamo sicurezza e controlli soprattutto per le merci che arrivano dall’altra parte del mondo e tutela massima verso i produttori.”



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