Grasso: ancora una strage nel Canale di Sicilia, non possiamo rassegnarci

Oggi un barcone si è rovesciato nel canale di Sicilia. Sembra ci siano decine di morti. Una nuova tragedia del mare, l’ennesimo episodio di una strage di esseri umani alla quale non dobbiamo ad abituarci.

Prima di oggi, secondo i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale per le migrazioni, i morti in mare nel gennaio 2018 erano già 243. 243 vite: un numero quasi identico a quello dello stesso periodo 2017. Le politiche adottate fino a oggi dall’Italia e dall’Europa non funzionano e non evitano i morti.

Quello delle migrazioni è un tema gigantesco ed epocale. Chiudere gli occhi, voltare le spalle o fare demagogia non fermerà i flussi. Non sono riusciti a farlo neppure i governi di centrodestra con la Lega. C’è una questione morale ed etica, come ha ricordato Papa Francesco a Lampedusa: «Preghiamo per avere un cuore che abbracci gli immigrati. Dio ci giudicherà in base a come abbiamo trattato i più bisognosi». E c’è anche una questione di politiche italiane ed europee. Per l’Italia, intanto, cominciamo con l’abolizione della Bossi-Fini, una legge che non ha funzionato.



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