Green economy: De Robertis, da ambiente opportunità per i giovani

La vicepresidente del Consiglio regionale è intervenuta al convegno organizzato dalla società Estra a Palazzo Panciatichi

Firenze – “Rispetto dell’ambiente e delle risorse da una parte, incremento delle possibilità di lavoro dall’altro, questi sono due buoni motivi, uniti dal filo rosso del futuro, che stanno alla base dei percorsi formativi che, credo in maniera intelligente, si sta cercando di realizzare connettendoli allo sbocco occupazionale secondo la corretta filosofia che vuole la formazione mirata sulla domanda. Tutto dipende dal rapporto tra domanda ed offerta. In questo senso la scuola è fondamentale perché deve aiutare a superare lo scollamento esistente tra formazione e mondo del lavoro. La scuola deve seguire e non pilotare l’offerta. Ed oggi una delle maggiori opportunità, per i giovani, arriva proprio dall’economia verde, quella legata alle risorse ambientali”.

La vicepresidente del Consiglio regionale, Lucia De Robertis, ha inaugurato il convegno “Giovani e green economy” svolto nell’Auditorium di Palazzo Panciatichi mettendo in evidenza “l’attenzione delle Istituzioni verso la formazione dei giovani e verso le concrete opportunità a loro favore”. Il convegno era organizzato da Estra Spa, un’azienda del settore dell’energia e della “green economy” in espansione in Italia ed inserita in un contesto di relazioni di livello europeo. Il convegno aveva come obiettivo quello di aprire una riflessione sulla formazione e in particolare sull’alternanza scuola-lavoro nell’ambito della mobilità occupazionale in Europa.

Sotto la regia del giornalista radiofonico Roberto Pippan, caporedattore dell’Economia del Gr1 Rai, il convegno ha visto la partecipazione del presidente di Estra, Roberto Bancheti, che ha parlato “dell’importanza dell’impresa nella formazione delle nuove generazioni” evidenziando il ruolo che “aziende come Estra hanno nel percorso formativo” e nella possibilità di “essere al fianco delle Istituzioni”. Banchetti ha anche evidenziato che “il progetto di cui si parla oggi è servito a qualificare oltre cento giovani neolaureati di varie nazionalità”. E ha aggiunto: “Uno dei nostri scopi è collegare il campo della formazione al mondo del lavoro”.

Spunto per un dibattito comunque più ampio si è avuto dall’esperienza legata al progetto europeo Ex-Tra-Res, sigla di Exchange and Training in Renewable Energy Sector, che ha permesso a decine di giovani, molti dei quali oggi sono intervenuti a portare la loro esperienza, di svolgere degli stage lavorativi in aziende della “green economy” nei settori delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale. Tali stage sono stati realizzati nell’ambito di percorsi formativi a livello internazionale.

La dirigente del settore Istruzione ed Educazione della Regione Toscana, Maria Chiara Montomoli, ha parlato degli interventi regionali per il raccordo tra scuola e mondo del lavoro mettendo l’accento “in particolare sulle opportunità legate all’energia e all’ambiente”.

La direttrice dell’Agenzia nazionale del programma Erasmus, Franca Flacco, ha focalizzato l’attenzione sulla “mobilità transnazionale” nell’ambito del programma Erasmus parlando di “opportunità ed impatto” in relazione alle concrete ricadute nel mondo occupazionale.

Nel corso del convegno sono stati forniti alcuni dati. Lo scorso anno il 36 per cento delle assunzioni programmate dalle imprese “green” sono state rivolte ad Under 30 contro il 30 per cento delle imprese non “green”. E il numero di Under 35 che hanno trovato un impiego in agricoltura ha fatto registrare un incremento record del 14 per cento nel secondo trimestre del 2014 rispetto allo stesso trimestre del 2013.

Per preparare le nuove leve alle sfide poste dalle professioni ambientali e dal mondo del lavoro, quindi per accrescere le opportunità di occupazione dei giovani con profili “green”, sono importanti le esperienze ed i tirocini nelle aziende, è stato sottolineato. Hanno chiuso i lavori gli interventi di Erina Guraziu, coordinatrice di Extrares, di Simona Piacentini, esponente di Italia Lavoro, e di Fabrizio Santini, dirigente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, che hanno sottolineato le grandi potenzialità dell’economia ambientale e delle attività correlate.

Nel corso del dibattito è stato infine chiarito che l’economia verde, od economia ecologica, concerne un modello di sviluppo che prende origine da un’analisi del sistema economico in cui, oltre ai benefici connessi a un certo regime di produzione, viene preso in considerazione anche l’impatto ambientale e quindi i potenziali danni prodotti dall’intero ciclo di trasformazione delle materie prime al fine di trovare i giusti equilibri. (mc)

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