GRILLO, DIALOGO APERTO CON I LIBERI PROFESSIONISTI

Roma – . Dalla pubblicità sanitaria alla semplificazione del rapporto medico-paziente, dalla lotta all’abusivismo al nodo delle coperture dei nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza). E ancora la riorganizzazione dei fondi sanitari integrativi e lo sviluppo delle nuove tecnologie per dare una corretta informazione ai cittadini sui temi della salute e dell’alimentazione. Sono alcuni dei temi affrontati dal ministro della Salute, Giulia Grillo, con il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, nel corso di un incontro che si è tenuto ieri presso il ministero della Salute a Roma.

La delegazione di Confprofessioni, guidata dal presidente Stella e composta da Vincenzo Schiavo, vice-segretario nazionale Fimmg (medici di medicina generale); Carlo Ghirlanda, presidente Andi (dentisti); Dominella Quagliata, presidente Plp (psicologi); Bartolomeo Griglio, vice presidente Anmvi (veterinari); Giuseppe Calafiori, presidente di Confprofessioni Lombardia; e Luca De Gregorio, direttore della Cassa di assistenza sanitaria integrativa degli studi professionali (Cadiprof), ha illustrato al ministro Grillo i nodi burocratici che frenano le professioni sanitarie, ma ha anche offerto numerosi spunti per intercettare la domanda di salute dei cittadini, per esempio, attraverso lo sviluppo di innovative applicazioni.

«In un contesto sanitario nazionale caratterizzato da luci e ombre, i professionisti della salute riuniti in Confprofessioni possono e devono svolgere un ruolo di primo piano nella prevenzione, nella cura e nell’assistenza ai cittadini» ha dichiarato il presidente Stella. «Attraverso le delegazioni territoriali, Confprofessioni può rappresentare un punto di convergenza delle istanze che nascono dai cittadini nel rapporto con il servizio sanitario regionale, in un’ottica di miglioramento e semplificazione».

«Il dialogo aperto con il ministro Grillo ci permette di entrare in una nuova fase che punta a valorizzare l’attività dei nostri medici, odontoiatri, veterinari, psicologi e pediatri al servizio del Paese. Possiamo fare molto per migliorare il Ssn – ha aggiunto Stella – a cominciare dall’esperienza maturata da Cadiprof con alcune strutture pubbliche di eccellenza, che ci ha permesso di far convergere risorse private nella sanità pubblica».

Sul tappeto, però, restano numerosi problemi da risolvere. In primo luogo, i rappresentanti delle associazioni aderenti a Confprofessioni hanno sottolineato l’esigenza di sburocratizzare il rapporto tra medico e paziente e con le strutture sanitarie pubbliche, gravate dall’appesantimento delle autorizzazioni regionali o dalle ricette ripetitive. Altro tema scottante l’ingerenza delle società di capitali nelle strutture sanitarie private, in particolare in campo odontoiatrico e farmaceutico, che sconfinano nella concorrenza sleale se non proprio in forme di abusivismo dilagante. Ma anche i temi della medicina di gruppo e integrata, della salute di genere, la sicurezza nei luoghi di lavoro o il riconoscimento delle prestazioni di psicologi e veterinari nei Lea sono aspetti non secondari in un’ottica di riordino del rapporto tra sanità pubblica e privata.



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