“Gtt, la transazione deve essere tombale”


Noi siamo disponibili a trovare una transazione tombale per i disallineamenti che riguardano la Regione, il cui importo finale è allo studio dei tecnici che stanno facendo le valutazioni del caso. In nessun modo i 40 milioni di fondi di coesione che arrivano dal governo possono essere utilizzati per coprire la transazione e daremo il nostro contributo finanziario solo di fronte alla garanzia di una copertura completa del piano”, ha affermato il vicepresidente della Regione Aldo Reschigna, che giovedì 13 dicembre in Consiglio regionale ha fatto il punto sulla crisi dell’azienda trasporti torinese.
“Il tempo stringe – ha continuato – Gtt non ha ancora un bilancio 2016 approvato e ha bisogno entro la fine dell’anno di 45 milioni. Occorre dunque trovare in fretta una soluzione, anche per le migliaia di persone che sono coinvolte nel destino della società”, ha concluso.
Sulla questione è intervenuto il capogruppo del Pd Davide Gariglio che ha richiamato “la necessità di coprire tutto il fabbisogno. Condividiamo che la Regione contribuisca al salvataggio di gtt. ma la Sindaca di Torino ha vinto grazie all’impegno di maggiore partecipazione e collaborazione, a oggi la condivisione con i cittadini non è partita, soprattutto con i lavoratori che saranno soggetti a sacrifici. Abbiamo tre strade davanti, aumento di capitale, privatizzazione oppure amministrazione straordinaria, scelga Appendino cosa vuol fare”.
Il Movimento 5 Stelle, per voce di Davide Bono e Federico Valetti, apprezza “la disponibilità della Giunta regionale a lavorare seriamente per garantire il futuro di GTT, la Città di Torino sta facendo la propria parte e ci auguriamo che nel Partito Democratico nessuno abbia la tentazione di sabotare il lavoro fatto fino ad oggi. Il compito è delicato, in ballo ci sono servizi fondamentali per i cittadini ed il destino di 5 mila lavoratori. Inaccettabile che il tutto si traduca in una sterile polemica politica, peraltro sollevata da chi in passato ha creato i problemi con quali si fanno i conti oggi. Se da una parte notiamo un atteggiamento collaborativo del Vicepresidente Reschigna dall’altra non sono giustificabili gli attacchi scomposti di Gariglio. Dov’era il capogruppo democratico mentre i suoi colleghi affossavano i conti di GTT? L’obiettivo del Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli, è ed è sempre stato quello di mantenere l’azienda in mano pubblica e farla crescere a beneficio di tutti i cittadini”.
“Un piano a medio-lungo termine” è la richiesta di Claudia Porchietto (Fi), sottolineando “che l’area di Torino richiede un sistema di trasporti moderno, efficiente, smart e a basso impatto ambientale. Vediamo uscire dai depositi mezzi che non vorremmo vedere più se non come patrimonio storico”.
Per Gianluca Vignale (Mns) “lo stato di crisi e la volontà di ripianare possono essere utilizzati per un obiettivo serio di rilancio e non per mettere una pezza momentanea che non risolverebbe i problemi alla radice”.
“La Regione rilevi il 49% delle quote della città, come da offerta delle Ferrovie di cinque anni fa”, è la proposta di Marco Grimaldi (Sel). “Ai 40 milioni di fondi di coesione ne aggiungiamo altri 30 dal bilancio regionale, con l’impegno che la Città di Torino investa nell’azienda per rimetterla in equilibrio finanziario. La Regione potrà in seguito vendere ad un partner industriale pubblico le sue quote entro tre anni”.



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