Hakan Nesser – La rete a maglie larghe – Parma, Guanda, 2002 – 253 p. (117)

Per il commissario Van Veeteren questa volta trovare il colpevole sarà molto dura: dovrà utilizzare tutti gli uomini per scoprire l’assassino di Janek Mitter, professore di liceo, accusato, innocente, di aver ucciso la moglie Eva, anch’essa insegnante. Mitter dopo la condanna viene rinchiuso in una cella d’ospedale ed è qui che viene pugnalato; il commissario, che non era già del tutto convinto della sua colpevolezza, dopo questo assassinio ha la certezza della sua innocenza, quindi partono le indagini.

Iniziano così lo “scavo” nella natura umana e le ricerche nei fatti per far luce sulla complicata vicenda, indagini che lo porteranno anche in un lontano passato. A complicare apparentemente le cose ecco un nuovo omicidio, ma sarà proprio questo ad indirizzare le ricerche e a far scoprire l’unico colpevole di quelle morti e di altre ancora.

Un terribile segreto ha accompagnato Eva per tutta la vita, un segreto e un legame dai quali aveva cercato più volte di staccarsi, ma invano. Eva è una donna sfuggente anche con le poche amiche più intime, oltre che con i due mariti.

L’alcol, in questo romanzo giallo, la fa da padrone: è lui che toglie memoria a Janek, ed è sempre lui che accompagna le abbondanti libagioni “per dimenticare” di Eva. Un padre violento ed una madre succube completano il mosaico principale che, dapprima molto confuso, andrà man mano chiarendosi, fino alla logica conclusione.

“La rete a maglie larghe” è la prima di una decina di inchieste che vedono Van Veeteren quale protagonista; un commissario caratterizzato non dal classico sigaro in bocca ma da …stuzzicadenti, tanti stuzzicadenti, che mastica e poi sputa, e che spesso si accumulano anche sulla sua scrivania (che schifo!). In compenso, il male e l’animo umano non hanno per lui nessun segreto, vincendo sempre, per quanto difficili, le sue battaglie.

Ultima nota, negativa, sono le tante pause di meditazione inserite dal narratore nella vicenda; pause a volte anche un po’ troppo lunghe, pur inserite in un romanzo scorrevole e leggibile.

Franco Cortese Notizie in un click



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