Hakan Nesser – L’uomo con due vite – Milano, TEA, 2011 – 447 p. (138)

Giunto quasi “…al fin della sua vita…” ad un certo punto nel quotidiano tran tran di un pacifico, introverso e insoddisfatto signore, due volte sposato, si intrufolano – casualmente, se di caso possiamo parlare – due avvenimenti per certi versi straordinari, non alla portata di tutti, i quali lo porteranno a percorrere una strada diversa, un’altra vita. Allora tutto, ma proprio tutto, cambia: è più felice, ricorda i momenti migliori della sua non esaltante giovinezza che lo incoraggiano, finalmente può decidere da solo il suo presente ed il suo domani.

Una schedina (sempre la stessa da anni) finalmente vincente gli consegna una forte somma che viene tenuta segreta alla famiglia, da cui è considerato un fallito, così come l’incontro con una giovane ragazza – alla quale finirà per legarsi, ricambiato, con tenero affetto paterno e protettivo – presso la casetta di campagna che ha acquistato di nascosto e nella quale si rifugia ogni fine settimana.

Situazione idilliaca, o quasi: la vita non è mai un dono gratuito e disinteressato se non in rarissimi, fortunati casi, ma non in questo, per cui cominciano i guai, in crescendo e sotto varie forme.

La ragazza, infatti, è scappata da una casa di rieducazione per drogati, portandosi dietro un legame molto pericoloso con un uomo violento e irrecuperabile, mentre lei cerca di uscirne.

Le quotidianità, le piccole cose – come le suonate della ragazza con la chitarra a lui dedicate, l’imbiancatura delle stanzette della capanna nel bosco, le fumate insieme con la pipa,… – vengono di colpo interrotte dall’apparire del pericoloso ex fidanzato della ragazza, che l’ha rintracciata per una improvvida telefonata alla madre tesa a tranquillizzarla.

Tutto precipita, lentamente ma inesorabilmente verso l’inevitabile tragedia. Il cattivo muore, l’ispettore Barbarotti ed Ewa Backman – due costanti protagonisti dei gialli di Nesser – sono interessati alle indagini che si rivelano lunghe e difficili, poiché i due hanno lasciato con una vecchia auto la casetta nel bosco ed il Paese, viaggiando per l’Europa. Naturalmente le cose peggioreranno sempre più, poiché ad essere sospettati dell’omicidio sono proprio loro due. Non solo: la ragazza durante il viaggio si ammala ed è proprio per questa malattia e per il ferimento grave di un poliziotto lungo un’autostrada che i due vengono rintracciati e catturati.

La legge degli uomini sta per fare il suo corso; non si capisce “chi” ha fatto “che cosa”, ma qui viene fuori la capacità narrativa dell’autore con un finale a sorpresa anche se teoricamente intuibile, che molto saggiamente infrappone nelle leggi scritte scelte e motivazioni di altro genere, legate ai sentimenti, alle emozioni, al sacrificio, che giungono gradite al lettore, rendendo tutto il libro molto “umano” e godibile.

Franco Cortese Notizie in un click



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