“HO SENTITO UN BOATO…”

“Ho sentito un boato, la mia casa è vicina a dove è avvenuto l’attacco. Avevo paura, ci ho pensato un po’, ma poi sono sceso, volevo dare una mano. Ho visto tante persone distese per terra, ferite, alcune probabilmente già morte. Dopo qualche minuto ho udito una seconda esplosione… poi non ricordo più niente”.

Mohammed, più o meno 60 anni, una lunga barba bianca, è uno dei sopravvissuti dell’attentato che ha colpito Kabul il 30 aprile. È arrivato al nostro Centro chirurgico dopo esser stato colpito dalle schegge della seconda esplosione. Ha riportato ferite al braccio e al torace.

Seduto sul suo letto a gambe incrociate, commenta con un infermiere quello che è successo: “Gli attacchi ai civili ormai sono parte della quotidianità. Tutti abbiamo paura. In realtà, da quel che ricordo, abbiamo sempre avuto paura, ma adesso è anche peggio. Siamo tutti spaventati da quello che succede fuori ma non possiamo chiuderci in casa. Abbiamo bisogno di lavorare, i bambini devono andare a scuola…”.

#laguerraè avere paura, sempre.



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