I 7 giardini storici che aprono la Sardegna al turismo verde

Nasce da Santu Lussurgiu una rete che farà parte di quella italiana, di cui oltre al parco di Siete Fuentes, ci saranno quelli di Cagliari, Sassari, Bolotana, La Maddalena, Laconi e Milis.

Nasce la rete turistica dei giardini sardi, con Santu Lussurgiu capofila. La Sardegna, con la creazione del suo circuito dei “Giardini storici” entra a far parte del network di quelli italiani. Un percorso botanico tra profumi, colori, arte e storia di cui fanno parte il comune capofila di Santu Lussurgiu, poi quelli di Cagliari, Sassari, Bolotana, La Maddalena, Laconi e Milis. Il progetto, formalizzato da un Protocollo d’intesa tra la Regione e i sette comuni coinvolti, l’Unione dei comuni del Marghine, il Polo Museale della Sardegna, l’Università di Cagliari e l’Agenzia Forestas punta a costruire nuove offerte turistiche sul territorio con un primo impegno finanziario di 70 mila euro.

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Da nord a sud dell’Isola si punta quindi a rafforzare le reti dei comuni sulla gestione dei beni paesaggistici, destagionalizzare ed ampliare le offerte relative al turismo verde, valorizzare e promuovere a livello nazionale e internazionale le risorse ambientali, paesaggistiche e incidere sulla creazione di nuove opportunità di lavoro.
I sette comuni sono stati individuati per la loro storia e le peculiarità botaniche: il parco di San Leonardo de Siete Fuentes a Santu Lussurgiu, l’Orto Botanico a Cagliari, il Parco Aymerich a Laconi, il Parco di Badde Salighes a Bolotana, l’Isola Giardino a Caprera, il Parco Monserrato a Sassari, il Giardino degli agrumi e la Vega di Palazzo Boyl a Milis. Sono le tappe di un viaggio storico e paesaggistico di grande bellezza ed interesse che la Regione sarda intende promuovere e rendere fruibile tutto l’anno così come nelle altre Regioni d’Italia, dove il turismo legato alle ville e ai giardini storici muove numeri importanti e crea un indotto nei Comuni coinvolti.

La Sardegna infatti sino ad oggi è rimasta fuori dal circuito nazionale, che conta 120 splendidi giardini in 13 regioni, “a causa della mancanza di una strategia unitaria indirizzata verso il turismo dei giardini e grandi parchi”, che è in crescita costante con oltre 8 milioni e mezzo di visitatori all’anno e che, secondo i nuovi orientamenti, considera il giardino come bene collettivo culturale e impresa che genera reddito e occupazione.

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