“I martedì dell’Avogaria”

Al via il quindici novembre 2016 ore 21.00, nello storico teatro di Venezia, la rassegna de “I martedì dell’Avogaria” con lo spettacolo “Brevi giorni, lunghe notti. Storie di straccioni, di porci e di re”

LA GRANDE GUERRA, IL SUD MAGICO E ANCESTRALE, I BAMBOCCIONI, LE COPPIE IN CRISI E L’AFFASCINANTE POETICA DI GUIDO GOZZANO: AL TEATRO A L’AVOGARIA ARRIVA LA NUOVA SCENA TEATRALE ITALIANA

Sei incontri organizzati dall’Associazione Teatro a l’Avogaria che fino al 20 dicembre 2016 propone alcuni fra gli spettacoli più interessanti e premiati della nuova scena drammaturgica nazionale

Venezia – La Grande Guerra, il Sud magico e ancestrale, i bamboccioni, le coppie in crisi e l’affascinante poetica di Guido Gozzano. Questi i temi della nuova scena teatrale italiana protagonista del ciclo de i “Martedí dell’Avogaria”, rassegna che presenta a Venezia alcuni fra gli spettacoli più interessanti nel panorama drammaturgico nazionale.

Il primo appuntamento è martedì 15 novembre, ore 21.00, presso il “Teatro a l’Avogaria” ( Dorsoduro 1607, Corte Zappa), con “Brevi giorni, lunghe notti. Storie di straccioni, di porci e di re”. Lo spettacolo di e con Gabriele Genovese, finalista al premio Mal di Palco 2016, narra una serie di vicende ambientate nelle vie e nella piazza di un paese del Sud dell’Italia verso la fine degli anni’50. Un tempo in cui si esce dalla guerra e un mondo arcaico ma ricco di fascino si avvia a scomparire. Un meridione ancestrale dove emerge in tutte le storie una sottile, piccola, violenza del quotidiano, una caparbietà dell’essere umano, uomo e donna che resiste alle disavventure, una poesia e un sorriso capaci di alleviare le tragedie dei tempi andati.

A seguire, 22 novembre, il dramma della prima guerra mondiale in ” ‘Striaci…ta pum, ta pum, ta pum” con Valerio Mazzuccato e Renzo Pagliaroto per la regia di Paolo Zaffaina. Due fanti in prima linea attendono nella loro trincea il segnale di attacco. Uomini strappati alle loro terre, obbligati a combattere un nemico mai incontrato per una causa al di là della loro comprensione. Parole nella penombra sussurrate con timore, usate per scaldare i cuori e per vincere la paura. La storia di una profonda amicizia lunga una sola e unica notte, che terminerà all’alba uccisa dalla follia di un conflitto senza precedenti.

Il 29 novembre é di scena lo spettacolo vincitore del Premio Giovani Realtá del Teatro “Nico Pepe”. “L’America dentro” di Carolina Balucani e Giuseppe Albert Montalto é ambientato come recita il sottotitolo all’interno della casa di un bamboccione. La protagonista ha trent’anni ma nella sua vita il tempo trascorre in modo del tutto personale. Di lei dicono che vive sotto una campana di vetro, e da lì non si è mai mossa. Passa interi pomeriggi a casa, a Natale guarda ancora sotto l’albero. Naturalmente, non ha un lavoro. Naturalmente, vive a casa dei suoi genitori. La sua stanza, la stessa da quando era bambina, non è solo il rifugio di un’esistenza in solitudine, ma anche il punto di partenza per irreali viaggi nel tempo e nello spazio. Una stanza fatta di ovatta in cui la vita è solo immaginata, mentre fuori tutto si consuma e si rovina. Immaginare una vita reale, rimanere al di qua del borderline. O andarsene per sempre.

La Grande Guerra ritorna anche il 6 dicembre con “Il ritmo della vita” scritto da Antonella Caniato per la regia Filippo Maria Covre. Due personaggi, evocati da un passato che ha fatto il presente: l’epoca del primo conflitto mondiale. Entusiasmo, nobili ideali, ma anche sofferenza e dolore segnano una generazione che ha ereditato i valori del Risorgimento, ma che si interroga sul senso di una carneficina vissuta nelle trincee e nel lutto di tante vedove ed orfani. Il soldato Attilio e Emma, prostituta per necessità economica, ma anche per scelta, intessono un dialogo in cui tristezza e allegria sfumano una nell’altra, dove riferimenti storici precisi si mescolano a frammenti di esperienze personali sottolineate da canzoni celebri e motivi popolari.

Una storia d’amore in crisi al centro, 13 dicembre, di “Terapia di coppia” con Nancy Citro e Roberto Tavella. Lo spettatore scivola in una seduta di psicoterapia le cui domande sono pensate dal pubblico. Prende vita così sul palco una Terapia di coppia completamente improvvisata, i cui protagonisti scopriranno sul palco, leggendo i suggerimenti del pubblico, quali sono i loro problemi, gli aneddoti più belli, le emozioni più nitide. Ricordi, incomprensioni, primi appuntamenti, lacrime, sorrisi, sorprese, delusioni, tracollo, dolore… Un amore cercherà di essere salvato davanti agli occhi di un pubblico che rivedrà in quelle storie le proprie storie. I protagonisti rivivranno passo per passo ciò che li ha fatti innamorare e ciò che sembra averli divisi per sempre. Solo alla fine comprenderanno se quell’amore è autentico e se vale la pena di provarci ancora.

Ultimo appuntamento, 20 dicembre, con “Non vero (e bello)”di e con Jacopo Zerbo.Uno spettacolo che racconta la condizione dell’arte oggi attraverso la vita e la poesia di Guido Gozzano, uno dei più grandi attori del Novecento. Sì, perché quello che a scuola viene normalmente presentato come un poeta in realtà è qualcosa di più, è un poeta che recita, che si mette in scena, talmente bravo da essere ricordato più per il personaggio che si è costruito in poesia che per l’uomo che era in realtà. Un artista che crea un mondo fantastico popolato di suoi alter ego e di donne che non esistono, e lo fa in un periodo storico in cui la poesia e l’arte vengono poste sempre più in secondo piano. Oggi come allora l’arte grida, fa di tutto per essere notata, ricordata, salvata. Ma se gridare non fosse la strada giusta?
L’Associazione Teatro a l’Avogaria, nasce nel 1969 dalla passione e dalla tenacia di Giovanni Poli, già fondatore del Teatro Universitario Cà Foscari di Venezia, e dagli esordi si pone come laboratorio di ricerca che coniuga un metodo d’improvvisazione teatrale tra la Commedia dell’Arte e le Teorie dell’Avanguardia. In più di quarant’anni di attività ha prodotto oltre sessanta spettacoli tra cui la “Commedia degli Zanni” rappresentata con successo sui più importanti palcoscenici internazionali. Riconosciuta come uno dei centri di formazione professionale di riferimento nel Triveneto, ogni anno organizza corsi, dedicati ad appassionati e professionisti, su discipline quali recitazione, Commedia dell’Arte, dizione, storia del teatro, canto, tecnica dell’interpretazione.
Gli spettacoli della Rassegna “I Martedì all’Avogaria”, ore 21.00, su prenotazione telefonica ai numeri 0410991967-335372889 , avogaria@gmail.com
Info: http://www.teatro-avogaria.it/



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