I POLIZIOTTI SGRADITI ALLA PROIEZIONE DEL “DOCUFILM” SUI PROCESSI AI NO-TAV

“Richieste inviate troppo tardi, pochi posti disponibili, l’email non è quella indicata nella locandina… insomma una serie di scuse risibili per impedire ai Poliziotti di assistere al film ‘Archiviato’ in proiezione al Senato su iniziativa del senatore Manconi, in sostanza una sorta di cineforum contro la Polizia”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo che sono state rigettate da parte del senatore Manconi le 45 richieste di accredito per la visione del film avanzate da parte della Segreteria Nazionale del Sindacato. “Manconi – spiega Maccari – ha risposto alla richiesta adducendo una serie di scuse, a partire da quella, assurda, secondo la quale le richieste di accredito sono state inviate al suo indirizzo di posta personale anziché a quella indicata sulla locandina dell’incontro. Manconi si veste anche di magnanimità, mostrandosi disponibile a concedere “ad alcuni” di noi la possibilità di assistere alla proiezione. In fondo il comportamento di Manconi non ci ha stupito: consentire a 45 Appartenenti ad un Sindacato di Polizia di partecipare alla proiezione di una ricostruzione cinematografica in cui la Polizia e le altre Forze dell’Ordine sarebbero state chiaramente descritte ancora una volta come il male del Paese, non era certo appropriato. Manconi ed il suo staff si sono accorti delle nostre email “solo stamattina”, “solo ora” ed a “solo poche ore all’inizio dell’evento”, chiedendoci di comunicare soltanto “alcuni nomi” dei 45 iniziali. Ma non sarebbe stato meglio dire che Manconi e probabilmente certi suoi amici non gradivano la nostra presenza? A tutto questo si è aggiunta l’assoluta inefficienza dell’Ufficio relazioni esterne del Senato, a cui pure avevamo inviato la richiesta, e che ci ha dato risposta soltanto dopo sei giorni, per evidenziarci l’erroneo invio al loro indirizzo di posta elettronica, non essendo il Senato coinvolto direttamente nell’organizzazione dell’incontro. Probabilmente se questi dipendenti pubblici, certamente ben retribuiti per questo compito, avessero risposto con maggiore solerzia e minore nonchalance, avremmo avuto il tempo di inoltrare correttamente la richiesta, anche se Manconi avrebbe probabilmente inventato un attacco hacker o avrebbe distrutto il server di posta pur di non averci tra i piedi durante la proiezione. Il film, è il caso di ricordare, rappresenta l’ennesimo capovolgimento della realtà: le manifestazioni No-Tav in Val di Susa sono state contraddistinte da tantissimi episodi di violenza e da continue aggressioni e tentati omicidi ai danni degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine impegnati a tutelare la sicurezza dei cittadini. La tesi del film girato da Carlo Amblino è quella della disparità di trattamento tra gli esiti giudiziari a carico dei manifestanti violenti e tra quelli che hanno visto coinvolti gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine: è chiaro il riferimento agli assurdi procedimenti penali ai quali sono sottoposti gli Agenti dopo le denunce infondate da parte degli stessi teppisti, che dopo aver messo a ferro e fuoco la Val di Susa e scatenato la loro violenza contro gli uomini e le donne in divisa, li hanno accusati di ogni genere di abuso e nefandezza. Insomma è la solita trovata con cui il partito dell’anti-Polizia tenta di gettare fango su coloro che rischiano la propria incolumità per difendere la legalità e tutelare la sicurezza dei cittadini”. “Siamo sicuri – conclude Maccari – che Manconi abbia gradito il docufilm contro la Polizia. Noi del COISP ci accontentiamo della certezza di partecipare quanto prima alla proiezione di altro docufilm, quello che vedrà come protagonisti gli elettori e Manconi ed i suoi amici come comparse mai più elette al Parlamento”.



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