I Vespri dell’Assunta riproposti dai Solisti della Cappella Marciana

orchestra musica

Basilica di San Vitale, domenica 11 giugno ore 21,30

Ravenna Festival celebra il 450° anniversario della nascita di Claudio Monteverdi con i Vespri dell’Assunta, una ricostruzione – ad opera di Marco Gemmani e dei Solisti della Cappella Marciana – di un Vespro del 15 agosto 1640, cantato a Venezia nella Basilica di San Marco, dove Monteverdi era maestro di cappella, che sarà riproposto, domenica 11 giugno alle 21.30, nella splendida cornice di San Vitale.

RAVENNA – L’occasione del Vespro per l’Assunzione prevedeva una liturgia solenne a cantoribus duobus choris, (con la presenza dei cantori a due cori) secondo l’antica usanza marciana, in tutto si poteva contare su un organico di venticinque cantori, due organisti, due violinisti e una tiorba. Il coro era diviso in due parti: un piccolo gruppo di cantori nei matronei, mentre il rimanente, maestro compreso, si disponeva nel pulpito deputato ai cantori, il “bigoncio”. Lo stile di Monteverdi all’epoca era ormai lontano dalle sperimentazioni che avevano caratterizzato la sua musica per la rappresentazione scenica e che lo avevano reso famoso e si dirige piuttosto verso una maggiore essenzialità. Il vespro secondo l’uso marciano alterna melodie patriarchine con le opere corali del maestro, sempre in grado di stupire l’ascoltatore. Di alcuni partecipanti al rito ci sono pervenuti i diari e in uno di questi l’espressione di meraviglia è particolarmente suggestiva: “pareva che s’aprissero le cateratte dell’harmonia celeste et ella diluviasse da i chori angelici”. Monteverdi non ritenne necessario pubblicare le musiche composte per queste occasioni, furono date alle stampe solo sette anni dopo la sua morte, ad opera di un editore che pensò di raccogliere “non senza miracolo queste sacre reliquie per sodisfare alla comun divotione”.

Erede della cappella ducale istituita nel 1321, la Cappella Marciana ne prosegue l’attività, orgogliosa della sua prestigiosissima storia e delle intuizioni sonore sperimentate nella basilica marciana, che hanno segnato la storia della musica occidentale. Tra queste la policoralità, suggerita dalla particolare architettura di San Marco, dotata di due cantorie. La Cappella Marciana ha continuato fino ad oggi a eseguire regolarmente polifonia di pregio durante l’ufficio liturgico, sviluppando uno stile inconfondibile, alimentato della collaborazione di più di duecento compositori nel corso della sua storia. È dall’Ottocento che i maestri della Cappella Marciana hanno cominciato ad alternare le opere composte ex novo con il recupero delle pagine musicali nate all’interno di San Marco, al fine di mantenere vivo l’enorme patrimonio ereditato dal passato. In questa direzione si pone anche Marco Gemmani, alla guida della Cappella della Basilica di San Marco dal 2000. Musicista, compositore e musicologo, è uno dei fondatori di Accademia Bizantina e ha alle spalle una lunga esperienza di direzione corale e di didattica della direzione e composizione corale. Onorando il prestigioso incarico ottenuto a Venezia, si è specializzato nello studio della polifonia vocale antica, approfondendo soprattutto il repertorio veneziano e proponendolo non solo durante le funzioni di tutto l’anno, ma anche in importanti sedi concertistiche europee.

Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietto (posto unico non numerato): 20 euro (18 ridotto).
I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffa ridotta

domenica 11 giugno |Basilica di San Vitale, ore 21.30
Omaggio a Claudio Monteverdi nei 450 anni dalla nascita
Vespri dell’Assunta
Ricostruzione dei vespri scritti a Venezia da Claudio Monteverdi intorno al 1640

I Solisti della Cappella Marciana
Julio Fioravante, Andrea Gavagnin, Gabriele Petruzzo, Aurelio Schiavoni alti
Marco Cisco, Raffaele Giordani, Enrico Imbalzano, Riccardo Martin, Alvise Mason, Marco Mustaro tenori
Giovanni Bertoldi, Thomas Mazzucchi, Claudio Pistolato, Alessandro Pitteri, Yiannis Vassilakis, Marcin Wyszkowski bassi
Enrico Parizzi, Nunzia Sorrentino violini
Gianluca Geremia tiorba
Nicola Lamon organo
direttore Marco Gemmani

“Pareva che s’aprissero le cateratte dell’harmonia celeste et ella diluviasse da i chori angelici”, è questa l’impressione che suscitavano i vespri solenni nella Basilica di San Marco nel 1640, quando Monteverdi ancora ne era maestro di cappella. Per la celebrazione dell’Assunta, il 15 agosto, era prevista la liturgia solenne a due cori, secondo cui mentre un piccolo gruppo cantava dai matronei, il resto del coro stava insieme al maestro nel “bigoncio”, il pulpito deputato ai coristi – in tutto si poteva contare su un organico di venticinque cantori, due organisti, due violinisti e una tiorba. Ma, nonostante lo straordinario impatto sui partecipanti al rito, l’autore non si curò di pubblicare queste musiche; fu l’editore, sette anni dopo la sua morte, a raccogliere “non senza miracolo queste sacre reliquie per sodisfare alla comun divotione”.

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