Il braccialetto elettronico è un fallimento

La cronaca romana ha visto due omicidi nel lasso di tempo di solo due giorni, molto probabilmente compiuti da un 35enne romano evaso dai domiciliari ad Ostia. La polizia ha già tratto in arresto il giovane, che ha ammesso di aver incontrato entrambe le vittime. Una cronaca dettagliata di quanto accaduto che però clamorosamente non ha visto nessuno soffermarsi sul come sia riuscito a fuggire dai domiciliari. Una semplice frase: si è disfatto del braccialetto elettronico. La domanda obbligatoria è come sia possibile disfarsi di un sistema di controllo con tanta facilità, di un sistema che dovrebbe essere a prova di evasione appunto. Soprattutto bisogna considerare i costi che si sostengono in Italia, pari a 100 euro giornalieri a fronte dei 7 euro nel Regno Unito. Sono stati spesi per questo strumento ben 175 milioni di euro fino ad oggi. Questi sono i risultati assurdi che otteniamo: due morti ammazzati per mano di un evaso dai domiciliari.

Intorno ai braccialetti elettronici si sono sviluppati interessi molto forti che abbiamo più volte denunciato. Uno strumento che sicuramente ha il suo valore e la sua utilità, soprattutto nell’ottica di decomprimere il sovraffollamento delle carceri in Italia, ma non possiamo permetterci questi paradossi. Non si può semplicemente togliere o manomettere un sistema di controllo che invece dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini nei confronti di chi sconta i domiciliari. Inoltre, ci domandiamo se nel momento in il giovane ha tolto il suo bracciale elettronico sia scattato un qualche tipo di allarme che avrebbe impedito queste due morti, qualora venissero confermati i capi d’accusa. Sarebbe una gravissima responsabilità a cui il Ministro della Giustizia Orlando deve dare una risposta.

I deputati del Movimento 5 Stelle della commissione Giustizia



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