Il fascino discreto del fantastico. Sabrina Casadei a Firenze

Ispirandosi alla ricerca del fantastico nel quotidiano di Luigi Ghirri, Sabrina Casadei (Roma, 1985) dà vita a una pittura nella quale la dimensione spaziale si sfrangia in un universo d’immagini astratte e inquietanti, che possono essere mari in tempesta, eruzioni vulcaniche, mostri marini, esplosioni cosmiche, distese fiorite. E, sin dal titolo della mostra, ci ricorda l’esistenza di una realtà capace di rinnovarsi apparendo sotto forma di fogge inconsuete.
La realtà come corpo vivo, espressa per tramite di una pittura materica fatta d’acrilico e olio, che a tratti ricorda il Simbolismo di Previati, a tratti l’Action Painting di Pollock e, sempre, dona l’idea di un mondo fluido, in continuo (ri)divenire.
Un’ispirata casualità è l’anima di una ricerca pittorica che anela all’infinito, senza pagare pegno a effetti artificiosi o leziosi; il risultato è un’atmosfera sospesa fra il dramma, la scoperta e l’attesa, a metà tra Lewis Carroll e A. A. Milne.

‒ Niccolò Lucarelli



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