Il futuro del florovivaismo italiano, Cia ne parla a Fieragricola

Cia-Agricoltori Italiani torna a Fieragricola e apre una finestra sul futuro del florovivaismo italiano, proponendo una riflessione sulle prospettive e le opportunità che l’introduzione del nuovo Regime Fitosanitario Ue, potrà offrire al settore. Questo il tema del workshop Nuovo Regime fitosanitario Ue, prospettive e opportunità per il florovivaismo italiano che Cia ha tenuto nell’Area Forum, con la partecipazione del Mipaaf e della Regione Lombardia, in partnership con Vodafone.

Il nuovo Regolamento Ue offre sfide al sistema produttivo agricolo italiano e ai servizi fitosanitari regionali e nazionale. Allo stesso tempo, dà l’opportunità di proteggere le produzioni e aumentare la qualità, innalzando ulteriormente la competitività del Made in Italy. Opzioni e novità su cui è opportuno ragionare fin da subito.

D’altra parte, la globalizzazione dei mercati e degli scambi commerciali, insieme ai cambiamenti climatici, hanno reso indispensabile un maggior contrasto all’introduzione di organismi dannosi per le piante e i prodotti vegetali nel territorio dell’Unione. Il nuovo Regolamento Ue prevede: una nuova classificazione degli organismi dannosi, che distingue meglio i più pericolosi; maggiori strumenti per il controllo della presenza e della diffusione degli organismi nocivi; una revisione degli strumenti che riguardano lo spostamento all’interno del territorio comunitario. L’obiettivo è conseguire una maggiore efficacia nella lotta agli organismi nocivi delle piante e quindi alle malattie fitosanitarie, agendo su sorveglianza, controllo e prevenzione, facendo in modo che l’eradicazione dei focolai sia sempre tempestiva. Anche grazie al coinvolgimento delle Istituzioni e degli operatori professionali.

Nel workshop di Cia a Fieragricola, l’analisi del nuovo Regime Fitosanitario è stata affidata a Beniamino Cavagna del Servizio fitosanitario della Regione Lombardia, mentre Bruno Caio Faraglia del Ministero delle Politiche agricole Alimentari e Forestali, ha illustrato le ipotesi di riorganizzazione del servizio Fitosanitario Nazionale. Di innovazione biotecnologica nelle piante di interesse agrario ha parlato, invece, Mario Pezzotti dell’Università di Verona.

“Un settore vitale come quello florovivaistico merita l’attenzione delle istituzioni nazionali e europee -commenta Dino Scanavino, presidente nazionale Cia-. In Italia vale in termini di produzione agricola 2,6 miliardi di euro e garantisce occupazione a oltre 100 mila addetti, senza contare l’indotto a monte e a valle. Da qui all’entrata in vigore del regolamento nel 2019 -prosegue il presidente Cia- occorre fare in modo che risponda nell’attuazione, alle esigenze delle aziende, senza portare ad ulteriori appesantimenti burocratici. Il nuovo Regime resta un’opportunità per la qualità del Prodotto Italia che va sempre più valorizzata e differenziata dal prodotto importato da Paesi terzi, che ha prezzi inferiori, sia perché gode dell’esenzione parziale o totale dei dazi, sia perché ha un costo della manodopera bassissimo, sia perché non è tenuto agli stessi obblighi sanitari”.

Ad aprire il workshop la partnership Vodafone e Cia con il progetto Chi semina innovazione raccoglie futuro, raccontato da Augusto Bandera, Direttore Marketing & Sales SoHo Vodafone. Cia è presente a Fieragricola con lo stand E1 – Padiglione 3: uno spazio per raccontare i servizi alle imprese e alle persone, dove gli operatori Vodafone hanno presentato le loro offerte per gli agricoltori.



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