Il patto dell’agroalimentare: nasce la ‘Carta di Cremona’

E’ stato presentato a CremonaFiere in occasione delle Fiere Zootecniche Internazionali. La filiera è concorde su salvaguardia della sicurezza alimentare, tutela degli animali e dell’ambiente e difesa del modello produttivo italiano
Cremona –  Un documento in 7 punti che fissa i capisaldi futuri dell’intero settore agroalimentare italiano: sicurezza alimentare per i cittadini, tutela del benessere degli animali e dell’ambiente e allo stesso tempo, difesa e valorizzazione del Made in italy e del nostro modello produttivo, agricolo, zootecnico e agroindustriale. E’ in estrema sintesi la Carta di Cremona, presentata questa mattina nell’ambito della 71esima edizione delle Fiere Zootecniche Internazionali (in scena fino a sabato 29 ottobre nei padiglioni del quartiere fieristico di Cremona). La Carta di Cremona ha già ottenuto l’avallo delle principali categorie grazie al sostegno espresso da Federconsumatori (con il presidente Rosario Trefiletti in prima linea), Assosuini (l’associazione italiana dei suinicoltori) e da due espressioni confindustriali della filiera come Assica (l’associazione dei produttori di carni e salumi presieduta da Nicola Levoni) e Assalzoo (che raggruppa i protagonisti dell’industria mangimistica sotto la presidenza di Alberto Allodi).
Il documento è stato prodotto e presentato proprio a Cremona in quanto capitale del più grande sistema agro-zootecnico europeo, che produce oltre 13 miliardi di euro nel settore agroindustriale (ovvero il 16% del totale nazionale) e che rappresenta la produzione del 44% del latte italiano e più dell’80% delle carni suine italiane. “Con la Carta di Cremona – commenta il presidente di CremonaFiere Antonio Piva – si apre ufficialmente una nuova fase per l’agroalimentare del nostro Paese. Quei valori che si stanno sempre più sviluppando sia nell’opinione pubblica che negli addetti ai lavori oggi sono finalmente ‘nero su bianco’: la Carta di Cremona unisce l’intera filiera nel comune impegno a rispettare stili di comportamento e di lavoro. Ovviamente questa dichiarazione di principi racchiude in sé importanti opportunità per il Made in Italy in tutte le sue espressioni. Perché grazie alla Carta di Cremona ora l’etica si traduce in azione condivisa”.
“Gli agricoltori e gli allevatori aderenti a questa Carta – si legge fra l’altro nel documento – sono impegnati a dare piena applicazione alle normative vigenti, europee e italiane, nell’ambito del benessere animale, della limitazione dell’intervento farmacologico, dell’impiego di mangimi certificati, di un uso corretto dei co–prodotti ed infine della corretta gestione dei reflui”. La Carta di Cremona evidenzia anche come “è essenziale che venga diffuso e applicato in modo efficace l’obbligo di riconoscibilità dei componenti delle materie prime dei prodotti alimentari italiani, riconoscendo soprattutto il ruolo fondamentale del cittadino consumatore, che ha diritto ad avere una chiara, semplice, ma esauriente conoscenza di tutte le caratteristiche del prodotto che acquista”.

Riccardo Maruti



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