Il progetto sperimentale ‘Air quality’ a Capannori

Il Comune di Capannori ha presentato oggi il progetto sperimentale ‘Air Quality’, di cui è capofila, che vede come partner scientifici l’Istituto di Fisiologia Clinica e l’Istituto di Biometeorologia del CNR, il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle nuove Tecnologie dell’Università di Pisa e ARPAT.

A partire dal mese di gennaio sul territorio di Capannori saranno installate sei centraline low cost di piccole dimensioni (grandi all’incirca come una scatola da scarpe) di cui cinque fisse in aree urbane, extraurbane e rurali, ed una mobile che sarà testata su un SAPR, comunemente chiamato drone, all’interno dell’aeroporto di Capannori, che è l’unica infrastruttura aeroportuale italiana autorizzata all’uso di UAV.

Una delle centraline fisse sarà collocata in prossimità della centralina di ARPAT situata nel parco pubblico di fronte ad Athena per verificare che i dati rilevati siano congrui rispetto a questa, poiché i due dispositivi di rilevamento utilizzano principi di misura e sistemi di taratura diversi. La centralina low cost situata nel centro di Capannori servirà anche da reference per le altre presenti nelle aree più periferiche, perché renderà leggibili i dati di tutto il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria esteso sul territorio.

Dati che, una volta dimostrata la coerenza tra i diversi sistemi di misura di particolato, potranno fornire informazioni aggiuntive rispetto ai dati della stazione di rete regionale di Capannori gestita da ARPAT e saranno rilevati ogni 2 minuti e visibili in tempo reale.

Le centraline non misureranno infatti pressioni ed emissioni di PM10, ma lo stato della qualità dell’aria dato da un mix di fattori in modo da acquisire informazioni precise sulla distribuzione dell’inquinamento atmosferico nello spazio. Le centraline low cost sono progettate per misurare temperatura, umidità relativa, rumore, qualità del manto stradale, anidride carbonica, ozono, biossido di azoto, monossido di carbonio, PM 2,5, PM 10 e VOC (componenti organici volatili).

Questo nuovo sistema servirà in futuro a spazializzare i dati di qualità dell’aria nelle zone periferiche del territorio. I dati saranno caricati su un portale ad uso amministrativo per essere elaborati.

I dati ottenuti dal nuovo sistema saranno considerati dati sperimentali, utilizzabili per la messa a punto e calibrazione dell’hardware di rilevamento, che in futuro sarà impiegato su più larga scala al fine di effettuare uno screening più accurato del territorio a complemento dei dati acquisiti dalle centraline ARPAT già operative.



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