Il ricordo e il contatto di Admo Padova con l’amico Fabrizio Frizzi

Fu lui a dare il calcio di inizio alla storica partita del 7 novembre 1993 allo stadio Appiani tra Nazionale Cantanti e Nazionale Artisti per costruire l’oncologia pediatrica a Padova. E allora decise di diventare donatore di midollo osseo

“Quando mi hanno mandato un messaggio per dirmi che era morto Fabrizio Frizzi sono rimasto senza parole.”

Sono le parole del dottor Stefano Bellon per anni anima della Fondazione Città della Speranza ma prima ancora uno dei fondatori di Admo Padova, l’associazione donatori di midollo osseo.

Bellon ricorda Fabrizio Frizzi come un amico “padovano” e di Admo Padova attraverso la partita che venne organizzata il 7 novembre del 1993 allo Stadio Appiani di Padova tra Nazionale Italiana Cantanti e Nazionale Italiana Artisti. Il ricavato della manifestazione sarebbe servito a costruire quella che oggi è l’oncologia pediatrica dell’ospedale di Padova.

Fu proprio Fabrizio Frizzi colui che come ospite speciale diede il calcio d’inizio al match.

E fu proprio allora che Frizzi venne a contatto con un malato che stava attendendo un midollo osseo.

” Quell’incontro gli cambiò la vita – racconta Stefano Bellon che allora era Presidente del Roundtable di Padova una sorta di tavolo che pianificava azioni di solidarietà per la città. – Perchè entrò nell’ottica di Admo, della donazione di midollo osseo quando ancora non era nato il registro nazionale. E anni dopo donò il suo midollo senza grande clamore. Fabrizio era una persona speciale, semplice, sempre pronta a fare del bene. “

“Ricordo che a quel tempo Fabrizio presentava la trasmissione Scommettiamo che dove non ha mancato di inserire lo spot “a tema” di Admo, quello della roulette https://www.youtube.com/watch?v=HuW4vI9f6R4 . “

A ricordare Fabrizio Frizzi c’è anche Patrizia Drago allora Presidente di Admo Padova.

“Fabrizio oltre a partecipare a quella partita- racconta la Drago – che radunò oltre 16 mila persone venne a cenare con noi, con me e mio fratello e ci scambiammo alcune ricette locali. In particolari io gli regalai la ricetta del risotto con il radicchio di treviso e la pancetta. E siccome era un goloso di dolci prima di andarsene gli regalammo i fichi secchi imbottiti di cioccolato. Da allora siamo rimasti in amicizia e in tutte le altre occasioni in cui l’ho incontrato si è sempre ricordato.”

“In particolare voglio sottolineare – termina Patrizia Drago – la sua sobrietà anche nel comunicare la sua donazione di midollo osseo. Innanzitutto si sottopose a trapianto a metà settimana, ma il sabato volle essere in trasmissione. Non riusciva ancora a stare in piedi e si appoggiò quasi sempre al tavolo senza dire nulla. Fabrizio era fatto così. Fabrizio è stato importante per noi perché allora quasi nessuno sapeva cosa voleva dire donare il midollo. E lui, diventando nostro testimonial, ci aiutò e non poco a sensibilizzare le persone. Lascia un grande vuoto in tutti noi”



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