IL RITORNO DEGLI ESULI E IL GIURAMENTO DELLA PACE CITTADINA

San Ginesio( SI)   – , 10 -11 giugno 2017, XIX EDIZIONE ANNO 54°

Una rievocazione storica che è un unicum a livello nazionale. San Ginesio,  uno dei Borghi più belli d’Italia,si rialza dalle ferite del sisma ed è pronto ad accogliere turisti. La proposta dell’assessore Pieroni: ” Un protocollo di intesa con la Toscana per un progetto interregionale” 

Nonostante le ferite causate dagli eventi sismici che hanno duramente colpito l’Appennino centrale e l’entroterra maceratese a partire dal 24 agosto scorso, la cittadinanza sanginesina vuole ripartire, e rispettare le sue tradizioni con l’organizzazione, sabato 10 e domenica 11 giugno 2017, della XIX edizione della rievocazione storica Il Ritorno degli esuli ed il giuramento della pace cittadina.

Il patto di solidarietà nato nel XV secolo fra il comune di San Ginesio (MC) e quello di Siena, e che si rinnova ormai da 54 anni, a cadenza triennale, è un evento fra i più antichi e prestigiosi della Regione Marche, non tanto e non solo per le sue radici storiche, quanto e soprattutto per la presenza della Municipalità di Siena nel corteo, accompagnata dal Gonfalone, dalle chiarine, dai tamburi e dai figuranti, in costume d’epoca, cosa che rende la manifestazione un unicum di assoluto rilievo in campo nazionale.

” Ed infatti – ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo- Cultura, Moreno Pieroni in conferenza stampa- questa manifestazione così sentita, che rappresenta le nostre tradizioni storiche va rilanciata. La mia proposta in tal senso è un progetto culturale  interregionale tra Marche e  Toscana e tra le due città, San Ginesio e Siena , da sancire con un protocollo di intesa.  San Ginesio ha potenzialità turistiche che sta valorizzando nonostante le ferite ed è un segno forte che possiamo farcela con la collaborazione di tutti.”

Il sindaco di San Ginesio, Mario Scagnetti  ha evidenziato che entro il 10 luglio il 95% della zona rossa sarà praticabile, nonostante il 100% di patrimonio edilizio pubblico e religioso sia non utilizzabile. “Ma Sa Ginesio è pronta di nuovo ad accogliere turisti , c’è stata una gestione efficiente della messa in sicurezza delle vie del centro storico e  siamo già al 68%. Dobbiamo ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini, e in primo luogo la Protezione Civile regionale che ci ha assistito fin dalle prime ore con competenza e comprensione ( un grazie particolare alla bravissima Susanna Balducci). Senza di loro non ce l’avremmo fatta.”   

La rievocazione, che vede anche la collaborazone delle associazioni della Cavalcata dell’Assunta di Fermo e del Palio di Camerino,  narra dei trecento sanginesini che tra l’anno 1450 e l’anno 1460, sotto il governo della Chiesa, furono esiliati con l’accusa di sedizione, per aver tentato di riportare San Ginesio il governo dei Duchi da Varano, Signori di Camerino, dal cui tirannico dominio la città si era liberata nel 1434. Gli esuli trovarono rifugio a Siena; lì si arruolarono nella guardia civica, si distinsero per diligenza e per fedeltà a tal punto che furono inviati a San Ginesio ambasciatori senesi, che perorassero la causa degli Esuli e ne ottenessero il rimpatrio. La causa fu vinta per l’eloquenza degli oratori senesi e per lo spirito civico mostrato dai sanginesini. I trecento fecero ritorno in patria, accompagnati da notabili senesi, recando in dono due simboli di una comunità ben ordinata: il Crocifisso, da venerare nella chiesa Collegiata, come testimonianza dell’impegno di pace, e gli Statuti della città di Siena, su cui uniformare il buon governo della Terra di San Ginesio.

La prima edizione della rievocazione storica de Il Ritorno degli Esuli si svolse il 9 giugno del 1963 nell’ambito delle Feste Triennali del Santissimo Crocifisso, di cui si ha notizia dal 1730, quando San Ginesio fu scossa da un fortissimo terremoto che sorprese la popolazione nella chiesa di Santa Maria in Vepretis, mentre era in venerazione dell’antico Crocifisso senese, lì portato in processione. In segno di devozione si decise allora che ogni tre anni la sacra immagine dovesse essere portata in processione solenne per otto giorni nelle più importanti chiese del paese.

“Una storia di onore e riconciliazione, di commemorazione e di orgoglio civico – sottolinea Marco Taccari, consigliere comunale cardine dell’organizzazione della rievocazione – Un’occasione di conoscenza, per chi non ha mai varcato le antiche mura sanginesine, un ritorno al passato per costruire il futuro. D’altra parte è proprio questo il modo con cui noi sanginesini affrontiamo gli eventi della nostra Storia, anche quelli devastanti come il terremoto. Consapevolezza delle radici e dell’importanza del nostro passato, e forte determinazione a operare per un pronto rilancio del paese, riprendendo quel cammino che negli anni ha condotto San Ginesio a ricevere i due prestigiosi appellativi di Uno dei borghi più belli d’Italia e di Bandiera arancione. Oggi circa 420 famiglie sanginesine sono ancora fuori dalle proprie abitazioni, molte le attività economico-commerciali messe in ginocchio. Inagibili quasi tutti gli edifici scolastici, il fiore all’occhiello del nostro comune “polo scolastico di eccellenza” per tradizione. Inagibili e gravemente lesionati la sede municipale, la Rsa per anziani non autosufficienti, la pinacoteca civica, l’auditorium di Sant’Agostino, tutte le chiese del centro storico, alcune delle quali vere contenitori di opere d’arte, come la Chiesa Collegiata, non solo emblema di San Ginesio, ma un monumento che restituisce una delle immagini più belle delle Marche”.

“Siena è stata la prima città a far sentire la sua vicinanza a San Ginesio all’indomani delle scosse di terremoto che hanno sconvolto la nostra comunità – conclude Mario Scagnetti, sindaco del Comune di San Ginesio – Una solidarietà che è iniziata dai privati e si è poi diffusa tra le associazioni senesi fino all’amministrazione e alle bellissime realtà municipali legate al Palio di Siena. La Toscana intera, in realtà, si è attivata per darci un sostegno. Sono 54 anni che, ogni tre anni, rinnoviamo quella sorta di patto di fratellanza nato con l’episodio dei trecento esuli, ma forse mai come quest’anno abbiamo capito il valore dell’amicizia che lega noi e i senesi. C’è il vivo desiderio che San Ginesio e Siena mantengano la consapevolezza del passato e possano trasferirla ai propri figli, perché perdere la propria storia, a poco a poco, significherebbe perdere la coscienza di sé. Inoltre, vogliamo trasmettere la nostra fermezza nel voler ricominciare a vivere cogliendo, pur nelle difficoltà, tutte le opportunità di crescita che ci si proporranno di fronte”.

Una novità di questa edizione, particolarmente significativa, è la Cerimonia della gratitudine civica, in programma domenica mattina, in cui il sindaco consegnerà una pergamena di ringraziamento a tutti i privati, enti, associazioni che hanno dimostrato solidarietà a San GInesio all’indomani del terremoto.

Il sodalizio con Siena ha seguito quest’anno anche le orme dell’arte, e in particolare della fotografia. Un segno di vicinanza è stata l’opportunità offerta ai sanginesini di esporre, nel Cortile del Podestà in piazza del campo, dal 19 al 21 maggio, la mostra SEIPUNTOCINQUE, organizzata dall’Associazione culturale OfficineBRUGIANO. SEIPUNTOCINQUE è un contributo alla memoria storica del terremoto che nel 2016 ha segnato un limen nella secolare esistenza del territorio dell’Appennino centrale e delle comunità dei suoi abitanti, è un blocco d’appunti di un artista dell’immagine, Robero dell’Orso, destinato a tramandare un evento dirompente, gli uomini che l’hanno vissuto, e la lotta impari e costante fra l’uomo e la Natura.

Per ricambiare, l’11 giugno San Ginesio ospiterà nel Giardino di Giulietta Masina dell’Unione montana dei Monti Azzurri, la mostra #SIENAPERSANGINESIO 2017, di Mauro Agnesoni, Luca Betti, Tommaso De Sando e Luciana Petti, tre fotografi e un video maker che hanno immortalato San Ginesio ferita con uno sguardo esterno, attento, fraterno.



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