Impressionisti giapponesi al Mao di Torino

dal 10 novembre 2015 al 31 gennaio 2016

Una nuova esposizione di stampe e dipinti giapponesi viene proposta dal Mao di Torino “in dialogo” con Monet, in occasione della mostra a lui dedicata: “Monet dalle Collezioni del Musée d’Orsay”, in corso alla Gam, per un interessante studio ed un’indagine delle influenze dell’arte giapponese nella Francia artistica del XIX secolo.

Di Katsushika Hokusai (1760-1849), tra i principali innovatori della xilografia giapponese ed uno dei primi artisti ad essere apprezzato dagli impressionisti in Europa, il Mao possiede una copia (molto delicata) della famosa opera “La grande Onda presso la costa di Kanagawa” appartenente alla serie “Trentasei vedute del monte Fuji” (1830-1832 circa).

Hokusai è uno degli autori esposti, ma la maggior parte delle opere in mostra sono del pittore paesaggista Utagawa Hiroshige (1797-1858) e di Kitagawa Utamaro (1753-1806).

In parallelo, in questi giorni è stata pubblicata una bella e completa monografia a lui dedicata – a cura di Francesco Morena, abbinata alla rivista Art e Dossier, che analizza proprio il Giappone e Giapponismi artistici, diretta da Philippe Daverio per la Giunti Editori – con in copertina proprio la Grande Onda.

Questa delicatissima copia posseduta dal Mao, di cui anche Monet aveva un esemplare,  sarà esposta solo fino al 22 novembre. Essa, con altre 13 stampe giapponesi e 2 dipinti nipponici di una collezione privata torinese, verrà proposta al Mao con le riproduzioni di alcune opere di Claude Monet (1840-1926).

Monet, si sa, amava l’arte giapponese al punto di collezionare oltre 200 stampe nel suo famoso Salon Blue della villa in cui abitava, passione che viaggiava in parallelo con la creazione di molti suoi quadri più famosi; una serie su tutte: quella dedicata alle ninfee ed ai ponti che tanto ricordano questo genere.

Non a caso venne coniato, nella seconda metà dell’Ottocento, il termine japonisme: l’estetica orientale e le sue raffigurazioni artistiche furono molto studiate ed amate dagli artisti europei del tempo, insieme al mondo incantato dell’ukiyo-e, con i quali, più o meno coscientemente, gli impressionisti – e non solo – intrecciarono più di un rapporto e dai quali subirono molta influenza. E non limitatamente ai legami tematici ma anche nello stile.

Sono molte le trasformazioni stilistiche ed estetiche che interessarono tutta l’arte europea nell’Ottocento, ad oggi ancora – a nostro avviso – non sufficientemente indagate.

Ebbene questa mostra al Mao racchiude molto bene ed efficacemente – anche se non in modo esaustivo – questo passaggio, che è anche un intreccio di conoscenze trasformato, per l’attento spettatore, in un godimento artistico amalgamato di occidente/oriente poco riscontrabile in altre mostre.

Mao, Museo d’Arte Orientale, Via San Domenico 11 – Torino; Info: tel. 011 4436928.

Il biglietto dell’esposizione “Impressioni Giapponesi. In dialogo con Monet” dà diritto al biglietto ridotto alla mostra “Monet. Capolavori dal Musée d’Orsay” presso la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Nella foto (tratta dal sito del museo): La grande onda presso la costa di Kanagawa dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji (1830-1832 circa) del maestro Katsushika Hokusai (1760-1849).

Franco Cortese  Notizie in un click 



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