IN FORTE DIMINUZIONE GLI ATTI CRIMINOSI CONTRO LE ATTIVITÀ COMMERCIALI

IL DATO INFERIORE DAL 2008 .

884 atti criminosi contro commercianti ed esercenti nel 2015, erano 1165 nel 2014.

Il mese peggiore novembre con 100 atti criminosi rilevati dall’osservatorio, 3 al giorno contro i 5 del 2014

CALA ANCHE IL DATO DELLA SOLA CITTÀ DI PADOVA DAI 509 DEL 2014 AI 339 DEL 2015.

CONTINUA PERO’ LA SENSAZIONE DI INSICUREZZA DA PARTE DELLE IMPRESE

A luglio ed agosto anche i criminali vanno i ferie, infatti il minimo degli atti si misura nei mesi di luglio ed agosto.

Sono 884 gli atti criminosi contro le attività economiche censiti nella provincia nel corso del 2015 , 281 in meno rispetto al 2014 pari al 24% .

Per quanto riguarda i territori, i più colpiti, in numero totale, rimangono Padova ed i comuni della cintura con il 69% del totale, seguita dall’alta Padovana con l’11,9%.

I dati raccolti dall’Osservatorio Economico della Confesercenti segnano però un’inversione della tendenza registrata dal 2008 al 2014, dichiara Nicola Rossi Presidente Confesercenti, si tratta di un’inversione che fa piacere e di cui va dato atto al lavoro compiuto da tutti gli organi delle forze dell’ordine, polizia, carabinieri, gdf ma anche in molti casi vigili urbani.

Va segnalato però che, nonostante questo dato, i nostri associati continuano ad esprimere grande preoccupazione e timore per la presenza diffusa di fenomeni criminali contro le attività commerciali e le imprese.

Per quanto riguarda i singoli settori segnaliamo una generale diminuzione dei numeri di atti in quasi tutti ma con alcune eccezioni : i bar, pur subendo una diminuzione da 180 a 172 atti, crescono in percentuale rispetto al totale, idem per quanto riguarda i supermercati, le farmacie, i centri commerciali, le tabaccherie, i ristoranti ed i negozi in genere (cala in percentuale abbigliamento, alimentari e distributori). Questo a significare di come le bande criminali si stiano riorganizzando verso le imprese dotate di minori sistemi di protezione.

Si tratta di una sorta di criminalità viaggiante, ci indicano i nostri soci, che rimane nel territorio qualche settimana compie furti e atti criminosi e poi sparisce . In alcuni casi si tratta di furti su commissione.

Per quanto riguarda le tipologie di atto criminoso, continua Nicola Rossi, è ancora il furto quello più diffuso, con il 70% dei casi, ma crescono le rapine e le aggressioni. Calano invece le truffe, gli incendi dolosi e tentati furti.

Per quanto concerne il territorio va segnalato come la diminuzione degli atti riguardi tutta la provincia, anche se percentualmente la diminuzione è più concentrata nell’alta padovana con il 34,4% in meno, nell’area termale con il 31,1% in meno, nella città di Padova e cintura con il 22% in meno. Fanali di coda il conselvano e la bassa padovana .

Per la città di Padova la diminuzione degli atti segnalati va da 509 del 2014 a 339 del 2015 con una diminuzione pari a 170 atti pari a meno 33%.

Sono le attività commerciali le più colpite, con il 59% a Padova, il 53% nell’area di Padova e Cintura con il 53%, seguite dal Cittadellese con 48% , 45% area termale (a seguire pubblici esercizi, aziende, attività dei servizi e attività ludiche).

Ritengo che l’attività delle forze dell’ordine si sia fatta pesantemente sentire in quest’ultimo anno, commenta ancora Nicola Rossi, con una presenza diffusa nel territorio e soprattuto con una serie di interventi che hanno permesso l’arresto e l’espulsione di molti criminali di altri paesi .

L’osservatorio segnala numerosi interventi anche di prevenzione effettuali dalle forze dell’ordine in tutta la provincia. Va sottolineato come nel contesto provinciale la città di Padova abbia avuto un forte decremento di atti criminosi contro le imprese. Evidentemente alcuni provvedimenti e anche qui l’attività delle forze dell’ordine cominciano a dare i primi frutti .

Purtroppo nonostante questi dati e l’efficienza dimostrata, continua a crescere anche tra i nostri iscritti, l’allarmismo sia tra le imprese che tra i cittadini.

Una recente sentenza riguardante il tabaccaio di Correzzola, non ha fatto altro che confermare quello che stiamo dicendo alle imprese da sempre e cioè la necessità di adottare misure di prevenzione (sistemi di sicurezza, video sorveglianza, allarmi, accordi con istituti di vigilanza, porte finestre, presidi di vicinato come sta avvenendo in alcuni comuni), come al pari continueremo ad invitare ad evitare il possesso e l’utilizzo di armi, cosa che si è sempre dimostrata essere drammatica e pericolosa.

a situazione di crisi economica diffusa si fa sentire in modo pesante nelle statistiche del nostro osservatorio sulla criminalità, è indubbio che in molti casi i tentativi di furto ed i furtarelli sono opera di sbandati senza arte e ne parte ma proprio per questo particolarmente pericolosi.

Non smetteremo, chiude il Presidente Rossi, di continuare ad indicare come la maggiore responsabilità stia nella mancanza della certezza della pena. Non possiamo continuare a chiedere ai nostri commercianti di denunciare i malavitosi o di segnalarli se poi, dopo che li hanno denunciati, corrono il rischio di trovarseli davanti al negozio. Non si può continuare con le forze dell’ordine che arrestano spacciatori e malavitosi e poi, come successo, i giudici sono costretti a liberarli subito.

Infine, chiude Rossi, consiglio a tutti i commercianti, di adottare le regole elementari previste dal decalogo sulla sicurezza nei negozi elaborato dalla Questura di Padova in collaborazione con la Confesercenti.

IL DECALOGO CONFESERCENTI SULLA SICUREZZA
certezza della pena :
occorre modificare l’attuale legislazione incrementando la condanna anche per reati minori se ripetuti, occorre potenziare i controlli prima di concedere sconti di pena o permessi di uscita
potenziamento della presenza della forze dell’ordine:

è un nodo fondamentale l’incremento della presenza discrezionale delle forze dell’ordine come sensazione di sicurezza per gli operatori commerciali, gli esercenti gli artigiani, in questo senso va condiviso l’utilizzo dell’esercito come deterrente ed anzi andrebbe potenziata la presenza nella città ed in alcuni comuni della provincia
Poliziotto di quartiere

Secondo un recente sondaggio dell’osservatorio confesercenti è richiesto dal 64% dei commercianti ed è visto come risposta al bisogno di tranquillità e come strumento di prevenzione, a Padova è già stato introdotto in alcune zone (Guizza ad esempio) ma occorre una maggiore diffusione di questa figura e soprattutto una maggiore conoscenza ;

sistemi di video sorveglianza:

la presenza di video camere anche al di fuori delle attività è cresciuta moltissimo in questi ultimi 10 anni creando una sorta di rete pubblico/ privato che permette di aprire centinaia di occhi contro il crimine in tutta la città. Occorre ovviamente che queste video camere non siano un mero strumento di registrazione delle immagini ma diventino un vero e proprio strumento di prevenzione attraverso il loro collegamento con le forze di polizia locale e le forze dell’ordine. Questo è uno dei punti più delicati e che devono trovare soluzioni anche in relazione alle leggi sulla privacy.

Potenziamento delle convenzioni con istituti privati di vigilanza:

è uno strumento che và sempre più utilizzato in forma consortile nella difesa del patrimonio, attraverso convenzioni comuni, sia come presenza fisica sia come strumento di controllo nella video sorveglianza ( dove previsto dalle norme legislative) .
Formazione per gli operatori :

sicurezza è anche capacità di affrontare le situazione critiche da parte dei singoli operatori, in questo senso l’avvio di attività formative in grado di trasferire conoscenze di comportamento possono aiutare molto.
Le vie della sicurezza:

rilancio di azioni di solidarietà collettiva con il coinvolgimento delle attività commerciali di una via o di una piazza attraverso sistemi di ‘collaborazione’.
Azzerare i costi per i pagamenti con forme elettroniche:

(carte di credito, bancomat, carte prepagate ecc.) attraverso la stipula di convenzioni che mirino ad un drastico abbassamento dei costi di intermediazione;



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