In Sardegna, i ladri di sabbia vengono multati

La sabbia delle spiagge non si tocca. Oil prezzo da pagare, per chi trasgredisce, è salato. Come capitato i giorni scorsi a un turista fermato dai carabinieri con una bottiglia piena di granelli di sabbia asportati da una spiaggia della Gallura e al quale è stata elevata una sanzione amministrativa da mille euro. Il tutto in applicazione della norma regionale in materia di turismo. Nello specifico si tratta del secondo comma dell’articolo 40, legge regionale numero 16 del 2017 con cui si dispone che, «salvo che il fatto non costituisca più grave illecito», «chiunque asporta, detiene, vende anche piccole quantità di sabbia, ciottoli, sassi o conchiglie provenienti dal litorale o dal mare in assenza di regolare autorizzazione o concessione rilasciata dalle autorità competenti è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 500 a euro 3.000».

Legge attuata proprio per bloccare il fenomeno che cresce in maniera esponenziale soprattutto durante l’estate. Non è certo un caso che proprio parecchie bottiglie con sabbia di made vengano individuate all’aeroporto. Non solo. Mentre l’ambasciata di Berlino ha utilizzato il canale Facebook per richiamare i turisti sul caso, dalla Regione arriva il decalogo per la tutela delle spiagge della Sardegna in quattro lingue. Uno strumento, fanno sapere dalla Regione, «da diffondere sui social e rendere disponibili negli infopoint delle località turistiche e degli aeroporti, negli stabilimenti balneari, nelle strutture ricettive e in generale in tutti i comuni costieri oltre che nei parchi e nelle aree marine protette».

Iniziativa che rientra nella campagna di educazione ambientale e in cui vengono indicati i comportamenti più idonei per garantire i delicati equilibri della spiaggia e del mare. Inoltre l’invito a «non portare via sabbia, ciottoli e conchiglie, a non calpestare le dune, a non rimuovere la poseidonia, a non raccogliere piante e fiori presenti sulle spiaggia e sulle dune, a utilizzare le passerelle e i sentieri tracciati, a portare via i rifiuti, a gettare l’ancora negli spazi consentiti». Il decalogo inoltre ricorda che tutti i comportamenti illeciti devono essere segnalati al numero 1515 del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale.

Davide Madeddu, Il Sole 24 Ore



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