Inaugurati a Sant’Andrea il nuovo centro servizi Veritas e il museo dell’acquedotto di Venezia

Sono stati inaugurati questa mattina nella sede di Sant’Andrea, a Venezia, alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, dell’assessore comunale alle Partecipate, Michele Zuin, e del direttore generale di Veritas, Andrea Razzini, il nuovo centro servizi e il museo dell’acquedotto di Venezia. D’ora in avanti gli utenti che si recheranno allo sportello per chiedere informazioni o attivare un’utenza potranno anche visitare la sala espositiva, ripercorrendo la storia dell’approvvigionamento idrico in Laguna, dalla fondazione della città fino ai giorni d’oggi.

Completamente rinnovato e ristrutturato, il nuovo centro servizi mette ora a disposizione dell’utenza un’ampia sala d’attesa e numerosi sportelli per i cittadini. Accessibili dal civico Santa Croce 489 gli sportelli sono aperti da lunedì a venerdì (festivi esclusi), dalle ore 8.30 alle 12.30. E’ possibile recarsi direttamente agli uffici oppure prenotare un appuntamento telefonando al numero verde gratuito 800.466466.

Da circa un mese, ricordano da Veritas, gli utenti hanno però anche un’opportunità in più per sbrigare le pratiche relative ai rifiuti e al servizio idrico integrato: lo sportello online. Accedendo all’indirizzo https://serviziweb.gruppoveritas.it si potranno gestire i contratti, visualizzare le bollette, controllare i consumi, comunicare l’autolettura idrica o scegliere le modalità di pagamento. Il servizio ha già superato le 30 mila iscrizioni ed è in continua crescita.

Circa 11mila invece gli utenti che nel corso del 2017 si sono recati allo sportello nella sede di Sant’Andrea e che adesso potranno “ingannare” l’attesa visitando il nuovo museo, che , su prenotazione, sarà aperto anche per gruppi e scuole. Al centro della sala il motore ausiliario Tosi, che dal 1939 al 1992 ha alimentato la pompa di emergenza dell’acquedotto di Venezia. Tutt’intorno, alle pareti, ci sono immagini recuperate da lastre di fine Ottocento, contratti di fornitura e acquisto di terreni e una dozzina di contatori. Un racconto per immagini che illustra cosa e come fu fatto per dotare Venezia di acqua potabile attraverso un moderno acquedotto e non più con pozzi, in parte alimentati dall’acqua piovana e in parte dall’acqua trasportata dai “barcaroli” dalla Terraferma. Grazie all’espansione economica e demografica, nel 1857 Venezia aveva superato i 120mila abitanti. C’erano problemi di approvvigionamento idrico, igienico e sanitario. Tra il 1874 e il 1880 arrivò il nuovo progetto.

“La storia dell’acquedotto veneziano che da 130 anni serve i cittadini della città insulare – ha commentato il sindaco Brugnaro – è una testimonianza di quanto Venezia sia sempre stata moderna. Ringrazio Veritas per la cura e l’attenzione con cui anche oggi mantiene funzionante il patrimonio delle infrastrutture idriche comunali. Da oggi tutti i cittadini potranno conoscere qualcosa più della loro straordinaria città”.



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