Incentivi rinnovabili – decreto in dirittura d’arrivo

Atteso da tempo, il decreto per l’incentivazione delle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico sarebbe pronto: il ministero dello Sviluppo economico avrebbe inviato al ministero dell’Ambiente la bozza per la condivisione del testo.

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Ci siamo quasi, sarebbe il caso di aggiungere finalmente. L’atteso decreto contenente gli incentivi per le fonti rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico per il periodo 2017-2020 sarebbe in dirittura d’arrivo.

In ritardo di oltre un anno sulla tabella di marcia, la bozza di decreto sarebbe stata messa a punto dal ministero dello Sviluppo economico e inviata al ministero dell’Ambiente.

Il titolare del MISE, Carlo Calenda, avrebbe intenzione di chiudere la legislatura vantando questo traguardo: inviare il testo alla Commissione europea, alla Conferenza delle Regioni e all’Autorità per l’Energia prima delle elezioni politiche del 4 marzo.

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“La bozza è ormai pronta, i lavori sono quasi conclusi”, conferma il direttore generale di Assoidroelettrica Paolo Taglioli a margine di un incontro sul tema con il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, ma è “prematuro parlare di numeri e valori”.
Coordinamento FREE: non replicare quanto accaduto con il DM 2016

Proprio nei giorni scorsi il coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) aveva rivolto un appello a Calenda chiedendo con urgenza l’emanazione dei decreti attuativi per lo sviluppo delle rinnovabili.

Appello replicato in un position paper in cui il coordinamento FREE individua una serie di proposte per gli strumenti di promozione delle rinnovabili per la produzione elettrica nel periodo 2018- 2030, con un focus particolare per il periodo 2018-23, l’orizzonte della prossima legislatura. “Il ritardo già accumulato che, proseguendo, replicherebbe quanto successo con il DM 2016, emanato con oltre un anno di ritardo, nell’attuale congiuntura politica potrebbe determinare il ricambio degli interlocutori e quindi vanificare del tutto o in parte il lavoro preparatorio già svolto”, si legge.

“È auspicabile che l’atteso decreto sull’incentivazione delle FER elettriche […] sia coerente con gli obiettivi a lungo termine indicati nella SEN. Occorre quindi che differenzi le misure valorizzando le specificità di ciascuna tecnologia (evitando quindi le aste multi tecnologiche), ma anche obiettivi come l’autoconsumo dell’energia, la generazione distribuita, il contributo delle FER ai servizi di rete”, recita ancora il position paper.
Cosa prevede la Strategia energetica nazionale per le rinnovabili

Competitività, sicurezza e ambiente. Sono i tre obiettivi della Strategia energetica nazionale presentata a novembre dal Governo. Nodo centrale della Strategia, il phase out dal carbone entro il 2025 nel settore elettrico. In più, la SEN traccia la strada verso la decarbonizzazione totale, per raggiungere, rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050.

Uscita dal carbone fa rima con rinnovabili e gas naturale, i due veri protagonisti della strategia.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, la SEN punta a centrare l’obiettivo del 28% di rinnovabili su tutti i consumi al 2030 (e del 55% sui consumi elettrici). Gli strumenti per centrare tale target saranno, da un lato, le aste tecnologicamente neutre per i grandi impianti fino al 2020, poi contratti di lungo termine fra produttori e consumatori, dall’altro gli interventi di repowering.

Non a caso le fonti su cui il Governo ha scelto di puntare maggiormente sono quelle che “hanno già raggiunto la grid parity”, vale a dire fotovoltaico ed eolico. Per quanto riguarda i piccoli impianti, il Governo pensa a incentivi dedicati e allo sviluppo dell’autoconsumo diffuso.



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