Interrogazione ai vertici bancari UE, spezziamo il muro del silenzio!

Basta regole bancarie europee che ignorano il rischio finanziario penalizzando il sistema del credito. Vogliamo una spiegazione a questa inaccettabile disparità di trattamento tra i diversi rischi bancari, che sta penalizzando le banche commerciali focalizzate sul finanziamento dell’economia reale e delle PMI.

Loro oggi sono i guardiani del sistema bancario europeo. Li abbiamo interrogati uno per uno, per sapere se le loro rispettive istituzioni hanno intenzione di cominciare a guardare alle enormi esposizioni in titoli illiquidi o derivati, classificati come asset “Level 2” e “Level 3”, di cui hanno la pancia piena le banche tedesche, olandesi e francesi e di cui vi abbiamo parlato in questo post.

Questi titoli rappresentano a tutti gli effetti la minaccia più grave per la stabilità del sistema bancario, perché sono estremamente speculativi. Per gli asset “Level 2” e “Level 3” non esiste spesso un prezzo di mercato, ma il loro valore può essere solo stimato sulla base di complessi modelli interni, costruiti a uso e consumo delle banche per tenere artificiosamente bassi i requisiti di capitale.

In totale, secondo dati Bankitalia, gli asset “Level 2” e “Level 3” ammontano a ben dodici volte l’ammontare dei crediti deteriorati netti. Eppure, non è mai stato fatto alcuno screening, analisi quantitativa o stress test che tenga conto dei rischi relativi a questi strumenti. Per le istituzioni preposte a valutare la solidità delle banche europee (e decidere quali devono essere liquidate o “bailinate”) semplicemente il problema non esiste, perché l’attenzione, come denunciamo dal 2014, è totalmente riposta sul rischio di credito e il problema dei crediti deteriorati.

Danièle Nouy (a capo della vigilanza unica BCE), inserirà gli asset “Level 22 e “Level 3” tra le priorità di supervisione?

La Commissione europea affronterà le potenziali distorsioni della concorrenza tra diversi sistemi bancari?

Elke Koenig (a capo del meccanismo unico risoluzione BCE) considererà questi asset nei processi di risoluzione bancaria?

E infine Andrea Enria (EBA) e Francesco Mazzaferro (ESRB) includeranno i “Level 32 e “Level 2” nei prossimi stress test?

Queste sono le domande che abbiamo inviato ai massimi vertici della vigilanza bancaria europea. Staremo a vedere se continueranno a far finta di nulla.



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