Invisibilità del visibile. Meital Katz-Minerbo a Roma

Dopo una prima personale, Portraits of Object, realizzata sul finire del 2008, Meital Katz-Minerbo (Israele, 1974) torna in The Gallery Apart con un nuovo entusiasmante progetto, con uno spettacolo – The Invisibility of Plants – che viene apparentemente interrotto, frenato, bloccato.
Come un luogo domestico che perde l’immobilità per lasciare il posto a uno spazio immaginario, delocalizzato e sovrageografico, dove un essere altrettanto immaginario deposita la propria vita, la galleria appare infatti sospesa, tesa a raccontare un’azione teatrale rallentata dall’attesa d’una prossima occasione, d’un prossimo evento. In questo scenario Cactus Man, una essenza camaleontica pronta a plasmarsi per plasmare, a reinventarsi per plagiare, deturpare, corrompere, è evocato mediante “cose” che mostrano una esistenza precaria, sinonimo delle operazioni svolte dalle multinazionali nei Paesi da cui suggono la vita e scappano via.
Il mondo che mostra Katz-Minerbo – tra politico e poetico, etico ed estetico – è segnato dal postcapitalismo, dalla corruzione di un corpo (quello del singolo che indica quello della specie) la cui alterazione è gioco grottesco, ironica lettura del presente, visione chiara del male.

‒ Antonello Tolve



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