IO CHE MIRO IL TONDO

DESCRIZIONECon prefazione di Marco Vichi

Che cos’è questo libro? Un romanzo? Una storia d’amore? La favola dell’amicizia? Un sogno? Senza dubbio una delle cose più anomale e inclassificabili che siano mai state scritte in Italia. Seguendo i suoi idoli Calvino e Céline, uno dei più noti cantautori di sempre  mandò nel 1967 il suo scritto a Feltrinelli, che lo accolse sulle prime con scetticismo. Lo lesse Giangiacomo, il fondatore, e disse: «Fantastico. Lo pubblichiamo così com’è… senza cambiare una virgola…». All’uscita del volume L’Espresso, parlò di «pessimismo lucido e totale, evocato da uno stile dai tratti céliniani». Enrico Filippine lo paragonò a Capriccio Italiano di Edoardo Sanguineti. Con quella che oggi, cinquant’anni dopo, propone finalmente come la «sua» edizione, Don Backy torna sulla sua creatura e definendola nel modo in cui avrebbe voluto farlo allora. Forse soltanto con un pizzico di nostalgia in più.

L’AUTORE

Aldo Caponi, in arte Don Backy, nasce in Toscana nel 1939. Nel 1964, con Cara, diventa famosissimo. Fa parte del “Clan Celentano”, fino alla rottura definitiva, nel 1968. È autore, tra le tante celeberrime canzoni, di L’immensità, L’amore, Malinconia. È stato attore per registi come Fellini, Lizzani, Corbucci, Soldini.



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi