Ispezione M5S all’ospedale del mare di Napoli

Con i colleghi Valeria Ciarambino e Luigi Gallo denunciamo uno scandalo sanitario da 400 milioni, di cui il governatore campano De Luca dovrebbe vergognarsi.

Ho appena terminato l’annunciata ispezione all’Ospedale del Mare, a Napoli, insieme ai colleghi 5stelle Valeria Ciarambino, consigliere regionale della Campania, e Luigi Gallo, deputato della commissione Cultura. Si tratta di una struttura sanitaria costata ai contribuenti circa 400milioni di euro. Ad oggi, il predetto presidio ospedaliero ha pochissimi reparti attivi e non è operativo il Pronto soccorso, malgrado i fumosi annunci della solita politica.

Tale unità indispensabile doveva aprire addirittura nel 2016. Purtroppo, non si prevede nemmeno per l’anno in corso il suo funzionamento a regime.

Inoltre, all’Ospedale del Mare c’è un Polo infantile che verrà smantellato. Infatti, nella Programmazione sanitaria regionale si è deciso di ubicarlo altrove, nella clinica privata Villa Betania.

Come noto, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha da mesi ottenuto la delega governativa per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale.

Ricordo che pende alla Camera una proposta di legge, a mia prima firma, che rivede le norme per il commissariamento delle Regioni in disavanzo sanitario, al fine di evitare sprechi e speculazioni.

Sulla vicenda dell’Ospedale del Mare agiremo in ogni sede, rendendo pubblico, intanto con un’odierna conferenza stampa, unoscandalo di proporzioni enormi, per il quale vi sono precise responsabilità politiche.

Infine segnalo, che, sempre nella riferita proposta di legge, il Movimento 5stelle ha previsto una diversa ripartizione del Fondo sanitario alle Regioni, attualmente basata sul criterio del calcolo della popolazione pesata, che penalizza soprattutto il Sud.

Pensiamo che sia opportuno assegnare le risorse sulla base dell’effettivo fabbisogno di cure nei singoli territori. Al Mezzogiorno lo Stato destina risorse inferiori a quelle necessarie, come abbiamo denunciato in parlamento. Da qui e dalla gestione clientelare della sanità deriva un indebitamento enorme, che, insieme agli sprechi, alle scelte improvvide e alla mancanza di investimenti mirati, produce un’emigrazione sanitaria spaventosa, con centinaia di milioni di euro che finiscono alle strutture sanitarie del Centro-Nord, le quali reinvestono in attrezzature e miglioramento dei servizi sanitari.



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