ISTAT: IN 2015 NASCITE A MINIMO STORICO DA UNITÀ ITALIA

mani mamma bambino

CODACONS: CROLLO NASCITE LEGATO A CRISI E IMPOVERIMENTO FAMIGLIE. SEMPRE PIU’ DIFFICILE MANTENERE UN BAMBINO: SPESA SFIORA 10MILA EURO ANNUI

Il crollo record delle nascite registrato nel corso del 2015, è da attribuire principalmente alla crisi economica e al generale impoverimento delle famiglie italiane. Lo afferma il Codacons, commentando il report Istat sugli Indicatori demografici, secondo cui lo scorso anno le nascite sono state 488 mila, toccando così un nuovo record di minimo storico dall’Unità d’Italia.

“La crisi economica che ha investito il paese negli ultimi anni col suo strascico di incertezza e impoverimento, ha reso sempre più difficile per le famiglie mettere al mondo un figlio – spiega il presidente Carlo Rienzi – Mentre infatti i cittadini hanno perso potere d’acquisto, i costi a loro carico sono saliti: oggi la spesa per mantenere un bambino arriva a sfiorare, nei primi anni di vita, quota 10mila euro all’anno tra alimentari, biancheria, carrozzine, passeggini, culle, spese mediche, asili nido, baby sitter, ecc.”.

“E’ quindi giusto affermare che oggi molti italiani non possono più permettersi di mettere al mondo un bambino, e sono costretti a rimandare a tempi migliori il proposito di diventare genitori, in assenza anche di un sostegno concreto da parte dello Stato, come attestano i dati diffusi oggi dall’Istat” – conclude Rienzi.

 

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