ITALIA IN COMUNE: DAI SINDACI SFIDA A POPULISMO LEGASTELLATO

Sindaci in campo per sfidare il populismo “Legastellato” partendo da chi ogni giorno amministra con mano i territori cercando di risolvere i problemi dei cittadini, nonostante i 40 miliardi di tagli agli Enti Locali subiti negli ultimi dieci anni. È questa la sfida lanciata da Italia in Comune, il partito dei sindaci nato lo scorso 3 dicembre, che oggi a Roma ha riunito oltre duecento tra sindaci e amministratori locali giunti da tutta Italia per la seconda tappa del tour regionale del Partito. Una convention “sui temi e non per chiedere voti”, perchè in Italia è ora di “voltare pagina e smetterla con finti contratti a cui i cittadini non credono più”, hanno ripetuto i fondatori di Itc.
Presenti fra gli ospiti il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, Alessandro Fusacchia, deputato +Europa e segretario nazionale Movimenta
Eletto all’estero nel collegio Europa, Marco Furfaro,
Coordinatore Rete nazionale Futura.
Per il coordinatore nazionale di Itc, Alessio Pascucci, “questo è il momento storico per scendere in campo con un nuovo grande progetto che nasce dall’esperienza e dalla competenza per sfidare chi oggi soffia sul vento dell’odio e delle paure proponendo finti contratti senza coperture finanziarie, solo per garantirsi qualche poltrona per i prossimi anni, sulle spalle degli italiani”.
Italia in Comune, ha spiegato Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e presidente del Partito, “vuole essere un’alternativa chiara e netta ai populismi del Movimento e della Lega, un’alternativa che oggi non c’è o si dimostra estremamente debole. Pensiamo già alle prossime tornate elettorali, penso ad esempio alle regionali in Sardegna, Piemonte, Emilia Romagna o Abruzzo. Italia in Comune c’è e vuole proporre la sua concreta idea politica”, ha annunciato Pizzarotti.
Una politica che parta dal basso ma che privilegi le competenze “è ció di cui ha bisogno l’Italia”, ha spiegato Andrea Olivero, vice ministro dell’agricoltura e fondatore di Itc, che ha lanciato “un patto con i cittadini per un vero riformismo sociale. Solo così potremo salvare l’Italia dalla deriva populista”, ha concluso il vice ministro dell’agricoltura.
Per Massimiliano Smeriglio, vice presidente della Regione Lazio, intervenuto come ospite all’incontro, “l’Italia somiglia terribilmente a Ungheria e Polonia, dove la dimensione democratica viene messa in discussione e per questo dobbiamo difendere l’Europa e dire no alle tecnocrazie che hanno costruito la rabbia di chi sta fuori dalla compatibilità, che è la causa dell’odio che da noi si sta facendo classe dirigente”



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