Kiwi, frutti e prezzi di qualità: mercati esteri ghiotti

Previsioni rosee per la prossima campagna, rimane l’incognita delle rese in calo
Verona –  Annata positiva per il kiwi scaligero: i frutti saranno di buona qualità, pezzatura e tenore zuccherino e, complice, il generale calo di produzione tra i competitor italiani ed europei, le prospettive commerciali sono buone. Rimane però l’incognita delle patologie fitosanitarie.

Il kiwi si vende e si vende bene, soprattutto all’estero, dove l’Italia ha esportato 400mila tonnellate di frutti il 70% della produzione nazionale e il 21% in più rispetto al 2015. Queste, in sintesi, le previsioni per la campagna 2016-2017 presentate da Tomas Bosi di Cso Italy (Centro Servizi Ortofrutticolo), nell’annuale incontro con gli agricoltori organizzato dalla Camera di Commercio di Verona.

“Come ogni anno – ha spiegato Claudio Valente, componente di Giunta della Camera di Commercio di Verona – diamo ai produttori uno strumento in più: le informazioni necessarie ad orientare le loro scelte di commercializzazione. L’annata è buona e i prezzi spuntati dovrebbero essere buoni, anche se il momento rimane difficile per l’incognita delle fitopatologie. Siamo con i produttori nel chiedere con forza alla Regione e al Governo l’istituzione di un centro sperimentale per l’ortofrutta scaligera che possa dare risposte adeguate alle esigenze di affrontare le varie forme di fitopatie. Ma anche per sperimentare nuove cultivar e tecniche agronomiche sul territorio scaligero che, lo ha ricordato lo stesso assessore all’agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan, pesa per il 72% sulla produzione regionale di ortofrutta “.

In Veneto la produzione di kiwi si contrarrà del 17% attestandosi sulle 52mila tonnellate per 2.520 ettari coltivati. La produzione regionale, si concentra prevalentemente nella provincia veronese.
“La produzione si è ridotta per le malattie del kiwi che– ha spiegato il presidente del Consorzio di tutela kiwi, Fausto Bertaiola – hanno inciso sulla contrazione degli ettari coltivati. Chi ha, però, un buon prodotto potrà avere soddisfazioni, in questa stagione, senza dimenticare di puntare sulla qualità perché a livello globale si va verso un riequilibrio tra domanda e offerta. Il kiwi non è più una produzione di nicchia come negli anni 2000 e la concorrenza è forte”.
Con l’occasione Lorenzo Tosi di Agrea ha fatto il punto sulla Psa, la fitopatologia che ha colpito i kiwi negli ultimi anni. Se presa in tempo appare più controllabile. Non sono però ancora chiare le origini di questa malattia la cui recrudescenza di quest’anno pare essere stata legata alle abbondanti piogge di questa primavera. Preoccupa, inoltre, la cimice asiatica che aggredisce i frutti incidendo sulle rese. 



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