La Cia consegna a Giorgia Bucci il premio di laurea Giuseppe Politi per il 2017

Cerimonia di consegna ad Amandola, nelle Marche. Focus sulle aree interne e sulla nuova indicazione di qualità “prodotto di montagna”, oggetto della tesi vincitrice del Premio e del convegno sul tema organizzato per l’occasione. Servono politiche di sostegno mirate alle zone montane, a partire da quelle colpite dal terremoto. Amandola (FM),- “Il nuovo label prodotto di montagna per lo sviluppo sostenibile delle aree montane: un’analisi esplorativa”. Questo il titolo della tesi di laurea, realizzata da Giorgia Bucci dell’Università Politecnica delle Marche, che ha vinto l’edizione 2017 del Premio Giuseppe Politi: il prestigioso riconoscimento, del valore di 5 mila euro, che la Cia-Agricoltori Italiani assegna ogni anno tramite bando a uno studente di Scienze agrarie e ambientali. La cerimonia di consegna del Premio, intitolato alla memoria di Giuseppe Politi presidente nazionale della Confederazione dal 2004 al 2014, si è tenuta oggi ad Amandola, in provincia di Fermo, nell’Auditorium Vittorio Virgili. Un’occasione importante anche per riflettere sul tema delle aree interne e montane che, pur rappresentando il 25% del territorio nazionale, non sono adeguatamente supportate da politiche di sostegno mirate. Anche quelle colpite dal terremoto. Con la premiazione di Giorgia Bucci, infatti, si è tenuto il convegno “Aspetti strategici per il rilancio dei prodotti alimentari di montagna”, alla presenza del viceministro Andrea Olivero, organizzato da Cia in collaborazione con Accademia dei Georgofili, Comune di Amandola, Provincia di Fermo, Regione Marche, Università Politecnica delle Marche, Cluster Agrifood Marche e Parco Nazionale dei Monti Sibillini. “Il sisma -ha sottolineato il direttore nazionale della Cia, Rossana Zambelli- ha fatto emergere con maggior forza le debolezze e le criticità territoriali già esistenti nelle aree interne. In assenza di una rapida e valida proposta di rilancio, c’è il rischio di un rapido spopolamento e di una delocalizzazione delle attività produttive marchigiane”. E’ chiaro, quindi, che “un progetto di sviluppo del territorio delle aree terremotate deve concretizzarsi seguendo due strategie. Una immediata, che mira al rilancio degli asset locali, in primis l’agricoltura, puntando proprio sulla nuova indicazione di qualità prodotto di montagna, che dà rilievo e promuove le produzioni montane per il loro valore non solo economico, ma sociale e di tenuta idrogeologica del territorio. Poi serve una strategia di lungo periodo, che deve risolvere le problematiche pregresse comuni a tutto il territorio montano -ha concluso Zambelli-. C’è bisogno, dunque, di politiche nazionali per queste zone coerenti con quelle comunitarie, con una seria semplificazione fiscale e burocratica”. Sono intervenuti al convegno Anna Casini, vicepresidente Regione Marche; Moira Canigola, presidente Provincia di Fermo; Adolfo Marinangeli, sindaco di Amandola; Sauro Longhi, rettore Università Politecnica delle Marche; Paolo Petrini, vicepresidente commissione Finanze della Camera; Adele Finco e Natale Giuseppe Frega del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università Politecnica delle Marche; aziende agricole del cratere e GAL del territorio. Hanno consegnato a Giorgia Bucci il Premio di laurea Giuseppe Politi, con l’assegno da 5 mila euro, Alberto Giombetti, responsabile dell’Ufficio del Presidente nazionale Cia; Mirella Gattari, presidente Cia Marche; Luca Politi, figlio del past president.



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