La mafia dentro i centri scommesse, Federconsumatori plaude a magistratura

In merito all’odierna notizia relativa all’emissione di 31 ordinanze di custodia cautelare per vari reati collegati al gioco d’azzardo gestito dalla mafia, Federconsumatori Sicilia non può che plaudire all’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine che stanno cercando di riportare il delicatissimo settore dei giochi all’interno dei binari della legalità.

Tuttavia, Federconsumatori non perde l’occasione per ribadire che “il gioco d’azzardo, specialmente quello facilmente accessibile delle sale Slot e delle tabaccherie, è ormai un problema sociale a prescindere da ogni eventuale infiltrazione mafiosa o criminale. Il gioco d’azzardo, anche quando è legale, è un problema che deve trovare soluzioni efficaci”.

“In Sicilia – prosegue l’associazione in una nota -, come nel resto dell’Italia, fiumi di denaro vengono letteralmente bruciati dai consumatori nelle cosiddette ‘macchinette’. I dati ufficiali completi sono in mano all’Agenzia delle Entrate, che tramite il collegamento internet calcola le tasse che i gestori delle macchinette devono pagare allo Stato. Ci sono delle stime abbastanza credibili, con dati aggiornati a fine 2016 (aspettiamo l’aggiornamento 2017, ma sappiamo già che sono numeri in salita), relative alle sole Slot VLT (cioè quelle che accettano anche banconote e si trovano solo nelle sale slot vere e proprie) e alle AWP (cioè le macchinette che accettano monete e si trovano in tabaccherie e ricevitorie). Quindi sono dati che NON INCLUDONO GRATTA E VINCI E LE SCOMMESSE ONLINE e altre forme di gioco d’azzardo”.

Sono i dati contenuti nell’inchiesta giornalistica “L’Italia delle Slot”, realizzata dal Gruppo GEDI che ha dovuto far ricorso al FOIA (il Freedom of Information Act, introdotto nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo n. 97 del 2016)



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