La mediazione civile avanza di giorno ma arretra di notte

SALERNO – Che cosa c’entra la mediazione civile e commerciale con la commissione Bilancio della Camera? Nulla! C’è un ristretto numero di politici che pur non occupando poltrone ministeriali e/o di sottosegretariato, tramano alle spalle di Ministri e del Governo.

Politici che stanno distruggendo l’Italia per tornaconto delle lobby affaristiche che li hanno mandati a sedere sugli scranni parlamentari.

Cose da pazzi, inattesa e ingiustificabile la riduzione “dell’obbligatorietà” della mediazione civile e commerciale della quasi totalità delle materie, per le quali prima di andare davanti al Giudice è obbligatorio l’esperimento del tentativo di mediazione che, ha come fine principale quello di tutelare diritti disponibili dei cittadini, da parte della commissione Bilancio della Camera. Chi ha proposto la rivisitazione dell’art. 5 comma 1/bis del D. Lgs 28/2010?  E’ un “rivedere” quella della commissione Bilancio, che ha spaccato piuttosto che unire gli sforzi per debellare definitivamente il carico giudiziario.

Nuova considerazione e interpretazione di un fenomeno culturale che stava prendendo il volo, offrendo lavoro ai giovani laureati che dopo percorsi formativi continui e specializzanti, vedono tapparsi la possibilità di intraprendere una professione che ha prodotto come risultato quello di non far giungere sul tavolo dei Magistrati, in un anno, circa 200.000 domande giudiziali. Già i mediatori, lavorano gratuitamente al primo incontro, ora per colpa di politici senza scrupoli vedono assottigliarsi queste possibilità. Questi sono politici indegni, che umiliano i cittadini e svendono il nostro Paese al miglior offerente. Com’è possibile afferma – Pecoraro presidente dell’associazione nazionale per l’arbitrato e la conciliazione dal 1995 – eliminare dall’obbligatorietà la materia bancaria, finanziaria sanitaria ecc., quando lo stesso Governo ha risolto lo scabroso scandalo delle banche fallite con l’arbitrato? Delle due, l’una: o la commissione Bilancio non sa interpretare il malumore dei cittadini o c’è degli interessi occulti da parte di chi ha proposto queste menomazioni alla legge a dispetto anche di quanto affermato nell’elaborato della Commissione di studio per l’elaborazione d’ipotesi di organica disciplina e riforma degli strumenti di degiurisdizionalizzazione, con particolare riguardo alla mediazione civile e commerciale e all’arbitrato, che hanno previsto un potenziamento della materia con estensione “dell’obbligatorietà” ad altri diritti disponibili soggettivi.

“La giurisprudenza formatasi in quattro anni “sull’obbligatorietà” della mediazione civile, continua Pecoraro, è testimonianza della bontà dell’istituto”. Corte Costituzionale, Giudici, Ministero di Giustizia, Governo, altre Commissioni hanno interpretato nel modo giusto l’importante significato del “mediare”, l’unico a non averlo capito è solo la commissione Bilancio. Perché si chiede Pecoraro?

A.IANNO

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