La parola a Giovanna Martellato – Mobility manager ISPRA

Pubblichiamo qui un intervento di Giovanna Martellato, architetto con esperienza di pianificazione territoriale in enti locali, tecnologo di ricerca, dal 2007 mobility manager di ISPRA e portavoce della rete dei mobility manager di Roma (gruppo informale che condivide criticità e proposte per conto di un ampio bacino di dipendenti). Come mobility manager ISPRA ho potuto, fin dall’inizio, ampliare la prospettiva della mia attività con la conoscenza degli indirizzi della mobilità sostenibile e delle migliori pratiche a livello europeo e internazionale, costruendo così un piccolo bagaglio personale, normativo e culturale. Poiché il responsabile della mobilità aziendale si occupa del lato soggettivo della domanda di mobilità, ovvero dei bisogni di mobilità delle persone, ho cominciato ad acquisire i dati sulle quote modali dei dipendenti, arrivando a comprendere che per fornire soluzioni concrete è necessario individuare i gruppi target cui rivolgersi e riuscire a comunicare con loro. L’azione di comunicazione (incluse le tecniche di partecipazione attiva) e di relazione costituisce infatti una delle dimensioni fondamentali della nostra azione come mobility manager. In sintesi, queste sono le attività che ho svolto in ISPRA nell’ambito del mio incarico: ricerca di un dialogo con i gruppi target, (ciclisti, utenti del trasporto pubblico, carpoolers, utenti del car-sharing ..) anche tramite campagne di promozione come quelle per la mobilità ciclistica (BIKE2WorkDAy e Settimana Europea della mobilità, Tutor per il Bike to work,…), monitoraggio dei bisogni di mobilità (analisi di provenienze e fasce orarie comparate alla situazioni del traffico) e test delle soluzioni alternative di mobilità proposte, approfondimento degli aspetti coinvolti nelle scelte alternative di mobilità (tutela assicurativa, salute, tecnologie, telelavoro..) nell’ambito di workshop specifici rivolti a dipendenti e altri mobility manager, supporto all’inserimento di un mezzo elettrico nel parco veicoli e di una infrastruttura per la ricarica. Nel lavoro di mobility management risulta fondamentale la raccolta e il monitoraggio dei dati omogenei e confrontabili tra aziende/enti/poli attrattivi e tra città e delle misure adottate e per quanto possibile misurabili. In questo ambito, è stata importante l’interazione in rete con altri mobility manager del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) e dell’area metropolitana di Roma, con i competenti uffici del mobility di area (piattaforma open per l’acquisizione dei dati di mobilità dei dipendenti) e del Dipartimento mobilità e trasporti (gestione della convenzione Atac). Mediante workshop, intranet e la pagina ISPRA mobilità sostenibile (tra i prodotti la mappa dei CICLISPRA, gli itinerari dell’ultimo miglio per i carpooler,..), sono state diffuse le opportunità offerte dal mobility manager di area e comunicazione di strumenti per la mobilità urbana. Nel 2015-16 ho attivato e curato un corso di formazione a distanza ISPRA per l’orientamento del mobility manager di ente pubblico, cui hanno partecipato – producendo un elaborato – 40 mobility manager, futuri mobility e collaboratori in tutta Italia. Come Rete dei Mobility manager abbiamo proposto e condiviso una carta di proposte strutturali per il mobility management che abbiamo presentato in varie occasioni, per sollecitare le amministrazioni locali e centrali a mettere in campo misure che contribuiscano a costruire uno scenario favorevole a scelte di mobilità sostenibile da parte dei cittadini. bike to workRitornando alle azioni messe in atto all’interno di ISPRA, nonostante alcuni ostacoli di natura normativa ed in base alle risorse disponibili, è stato possibile disporre, grazie al supporto del Dipartimento Affari Generali, di: un video informativo del trasporto pubblico, un sistema di parcheggio delle biciclette in area di pertinenza della sede di via Brancati e nel parcheggio interrato, dove è disponibile uno spogliatoio con doccia, una pagina intranet di mobilità aziendale e una pagina Web ISPRA di mobilità sostenibile. Le richieste alle amministrazioni locali per il tramite del mobility di area hanno portato a conseguire agevolazioni sul trasporto pubblico per i dipendenti, prima quasi impossibili a causa della natura di ente pubblico di ISPRA, mentre altre, che riguardano la frequenza di mezzi e la sicurezza dei pedoni, non hanno ancora avuto un esito. Avendo ricevuto la conferma del mio incarico, potendo dare continuità alle attività in essere e disponendo di risorse, nel prossimo futuro intendo, in particolare: consolidare le reti con i mobility manager di Roma e del SNPA per portare avanti istanze e idee condivise, continuare a monitorare le provenienze e le istanze dei dipendenti utenti del trasporto pubblico, diffondere le iniziative del mobility manager di area, supportare il trasporto attivo e le alternative di mobilità anche grazie al contributo del mobility di area, strutturare le attività di comunicazione per contribuire alla diffusione di una diversa sensibilità verso i temi e gli strumenti della mobilità sostenibile, sviluppare il car-pooling ‘dell’ultimo miglio’ verso la stazione di scambio della metro, per integrare le carenze del trasporto pubblico e aziendale in alcune fasce orarie, continuare la collaborazione a proposte per progetti europei di mobilità sostenibile urbana, prevedere il seguito della pubblicazione del Quaderno Sharing Mobility Management e riproporre la Giornata del mobility manager durante la settimana europea della mobilità. Dopo questi anni di esperienza e anche in quanto membro della rete dei mobility manager di Roma, mi sento di dire che la figura tecnica del mobility manager è stata superata nel tempo, a favore di una figura e di una struttura che dovrebbe essere riconosciuta, oltre che formata, e soprattutto dotata di risorse sulla base di una normativa quadro e di norme regolamentari, all’interno dell’azienda ed in ambito esterno.



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