La politica dei visti dell’UE: le proposte della Commissione per renderla più forte

Le proposte modifiche del codice dei visti renderanno più facile per i viaggiatori in regola ottenere un visto per recarsi in Europa, agevolando così il turismo, il commercio e gli affari, e al contempo rafforzeranno la sicurezza e attenueranno i rischi di migrazione irregolare.

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “Ogni anno milioni di viaggiatori visitano l’UE, alimentando la nostra industria dei viaggi e del turismo. Le riforme che proponiamo oggi permetteranno ai viaggiatori in regola di ottenere un visto più facilmente e più rapidamente, e al contempo potenzieranno le norme in materia di sicurezza affinché possiamo individuare e fermare con maggiore efficacia coloro che non sono in regola. Grazie alle nuove regole, inoltre, la nostra politica comune dei visti contribuirà a migliorare la nostra cooperazione con i paesi terzi per il rimpatrio dei migranti in posizione irregolare”.

L’industria del turismo e dei viaggi svolge un ruolo cruciale nell’economia europea, rappresentando circa il 10% del PIL dell’UE. Malgrado gli Stati membri dell’UE ospitino alcune tra le principali destinazioni turistiche del mondo, le procedure lunghe e farraginose possono dissuadere i turisti dal recarsi in Europa, dirottando in altri paesi gli investimenti e le spese e influendo negativamente sull’economia dell’Unione. I vantaggi del regime dei visti devono però essere bilanciati da una migliore gestione della migrazione, della sicurezza e delle frontiere, che permetta di rispondere adeguatamente alle sfide attuali e future nel campo della sicurezza e della migrazione.

Le modifiche del codice dei visti proposte oggi costituiscono il primo passo della riforma della politica comune dei visti dell’UE; nella primavera di quest’anno saranno seguite da una proposta di aggiornamento del sistema di informazione visti (VIS).

Procedure più semplici, veloci e sicure

Le modifiche proposte oggi mirano a modernizzare e razionalizzare le norme comuni dell’UE sui visti, agevolando il processo di rilascio dei visti sia per i viaggiatori in regola che per gli Stati membri, e al contempo rafforzando le norme di sicurezza nella procedura di rilascio dei visti.

Procedure più veloci e più flessibili: il termine per adottare una decisione su una domanda di visto sarà ridotto da 15 a 10 giorni. I viaggiatori potranno presentare la domanda fino a 6 mesi in anticipo rispetto al viaggio previsto, invece che con gli attuali 3 mesi di anticipo, e potranno compilare e firmare la domanda per via elettronica.
Visti per ingressi multipli con un periodo di validità più lungo: i visti per ingressi multipli saranno disciplinati da norme armonizzate per prevenire meglio il fenomeno del “visa shopping” e per consentire agli Stati membri e a chi viaggia di frequente di ridurre i costi e risparmiare tempo. Tali visti per ingressi multipli saranno rilasciati a persone che viaggiano regolarmente e sono considerate degne di fiducia, con trascorsi soddisfacenti sotto il profilo dei visti, per un periodo che aumenterà gradualmente da 1 a 5 anni. Il rispetto delle condizioni di ingresso da parte dei viaggiatori sarà controllato accuratamente e ripetutamente.
Visti per soggiorni di breve durata alle frontiere esterne: per favorire i viaggi turistici di breve durata, gli Stati membri saranno autorizzati a rilasciare visti per un solo ingresso direttamente alle frontiere esterne terrestri e marittime, nel quadro di regimi temporanei e stagionali soggetti a condizioni rigorose. Tali visti saranno validi per soggiorni di non più di 7 giorni, unicamente nello Stato membro di rilascio.
Risorse aggiuntive per rafforzare la sicurezza: dato che negli ultimi anni i costi di trattamento sono notevolmente cresciuti, sarà introdotto un aumento moderato dei diritti di visto (da 60 a 80 EUR), che non aumentano dal 2006. Questo lieve aumento è destinato a permettere agli Stati membri di mantenere al livello adeguato il personale consolare in tutto il mondo, per garantire un rafforzamento dei controlli di sicurezza e un aggiornamento dell’attrezzatura informatica e del software, senza peraltro rappresentare un ostacolo per i richiedenti il visto.

La politica dei visti come strumento per migliorare la cooperazione sul rimpatrio e sulla riammissione

Seguendo l’esortazione espressa dai leader dell’UE nel giugno 2017, la Commissione intende anche potenziare l’impegno comune dell’Unione in materia di rimpatrio e riammissione, utilizzando meglio l’effetto leva offerto dalla politica comune dei visti dell’UE. La Commissione propone di introdurre un nuovo meccanismo per attivare condizioni più restrittive di trattamento dei visti quando un paese partner non collabora a sufficienza per la riammissione dei migranti in posizione irregolare, compresi coloro che sono entrati regolarmente nell’Unione ottenendo un visto ma che vi sono rimasti dopo la scadenza del periodo di validità del visto. Le nuove norme prevedono una valutazione periodica, da parte della Commissione, della cooperazione dei paesi non UE in materia di rimpatrio. Se necessario la Commissione, insieme agli Stati membri, potrà decidere di attuare in maniera più restrittiva alcune disposizioni del codice dei visti, tra cui la durata massima del trattamento delle domande, il termine di validità dei visti rilasciati, il costo dei diritti di visto e l’esenzione da tali diritti per alcuni viaggiatori quali i diplomatici.

Rafforzamento delle verifiche di sicurezza

Nella primavera di quest’anno la Commissione presenterà una proposta di revisione del sistema di informazione visti (VIS), la banca dati in cui sono registrate le domande e i dati biografici dei richiedenti il visto. La riforma intende facilitare ai funzionari addetti ai visti e alle guardie di frontiera lo svolgimento di verifiche rapide ed efficaci dei precedenti dei richiedenti il visto. Colmerà inoltre un’altra lacuna in termini di informazioni a livello dell’UE, permettendo alle autorità nazionali di accedere ai dati relativi ai visti per soggiorni di lunga durata e ai titoli di soggiorno e a scambiarsi tali dati, ai fini della gestione delle frontiere e della sicurezza.

Tra le disposizioni principali figurano verifiche obbligatorie delle domande di visto mediante la consultazione delle banche dati pertinenti sulla sicurezza e sulla migrazione, e misure volte a garantire la piena interoperabilità del VIS con banche dati a livello dell’UE quali il nuovo sistema di ingressi/uscite (EES), il sistema d’informazione Schengen (SIS) e il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS), tramite un portale unico di ricerca.

Riflessioni sui visti digitali

Entro la fine del 2018 la Commissione avvierà uno studio di fattibilità e aprirà un dibattito con il Parlamento europeo e gli Stati membri su come digitalizzare completamente il processo di domanda di visto.

Contesto

La politica comune dei visti dell’UE facilita i viaggi nell’UE a fini turistici e di affari, contribuendo così all’economia e alla crescita dell’Unione, ai contatti interpersonali e agli scambi culturali. Solo nel 2016 sono stati rilasciati quasi 14 milioni di visti Schengen per soggiorni di breve durata (si vedano le ultime statistiche sui visti Schengen).

Attualmente sono 105 i paesi e le entità al di fuori dell’UE i cui cittadini devono possedere il visto per recarsi nello spazio Schengen (si veda l’elenco completoCerca le traduzioni disponibili del link precedenteEN•••). In linea generale il visto per soggiorni di breve durata rilasciato da uno Stato Schengen autorizza il titolare a viaggiare nei 26 Stati Schengen per un periodo massimo di 90 giorni su un periodo di 180 giorni.

Dall’entrata in vigore del codice dei visti, nel 2010, l’ambiente in cui opera la politica dei visti è cambiato radicalmente. Negli ultimi anni l’UE ha dovuto affrontare nuove sfide in materia di migrazione e sicurezza. Nel settembre 2017 la Commissione ha annunciato che avrebbe presentato nuove idee su come modernizzare la politica comune dei visti dell’UE. La Commissione ha confermato che avrebbe proposto una revisione del codice dei visti nel suo programma di lavoro per il 2018 e parallelamente avrebbe ritirato la sua proposta in sospeso sullo stesso argomento.

Allo stesso tempo, l’UE sta perfezionando i suoi sistemi di informazione per la gestione delle frontiere, in modo da colmare i deficit di informazione e rafforzare la sicurezza interna. La futura revisione del VIS, insieme alla recente adozione del sistema di ingressi/uscite (EES) e del sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), costituiranno un’altra tappa in direzione dell’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’UE.



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