La prossima stagione del teatro Toselli sarà una stagione di grandi nomi e di progetti originali

Civico Teatro Toselli

stagione teatrale

2015 | 2016

La prossima stagione del teatro Toselli sarà una stagione di grandi nomi e di progetti originali, vi convivranno teatro classico e sperimentazione, compagnie di tradizione decennale e voci nuove del panorama nazionale e internazionale.

«È con vera soddisfazione – dichiara Alessandro Spedale, Assessore per la Cultura del Comune di Cuneo – che presentiamo la stagione 2015/16 del teatro Toselli. Insieme alla Fondazione Piemonte dal vivo, abbiamo cercato di dar vita a un programma ricco e articolato, con artisti e compagnie di altissimo livello e con un attenzione speciale per i contenuti degli spettacoli, in modo da comporre un quadro complessivo capace di raccontare il teatro in Italia (e non solo), oggi, e al contempo di rappresentare una riflessione il più possibile articolata sul presente, che è poi motore e sostanza stessa del teatro… Tutto questo senza dimenticare il divertimento naturalmente! La parola, a questo punto, al pubblico.»

Si comincia venerdì 27 novembre con il nuovo, attesissimo spettacolo di Ascanio Celestini che, dopo il debutto a Roma, presenterà a Cuneo Laika. Come sarebbe, cosa farebbe e cosa penserebbe Gesù se tornasse sulla Terra, e si ritrovasse in un monolocale di periferia, con vista sul parcheggio di un supermercato, che però non può scorgere, perché cieco, e a raccontargli quello spicchio asfaltato di mondo che si può vedere dalla finestra ci fosse solo Pietro, un emigrato clandestino arrivato su un barcone a dormire coperto di cartoni nel parcheggio davanti alla finestra. Accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei, capace di evocare atmosfere popolari e raffinate, con la sua carica di energia scenica Celestini narra di come il crollo delle ideologie stia erodendo anche le religioni, osservandole attraverso gli occhi senza vista di un povero Cristo.

Mercoledì 9 dicembre, sarà la volta di Hopera della GDO Dance Company un viaggio onirico attraverso le arie più celebri del teatro musicale e nella tradizione italiana e europea del Bel Canto, in forma di danza. I coreografi Galimberti, Di Luzio e De Virgiliis, lavorando su arie di Verdi, Leoncavallo, Rossini, Handel, Mozart intrecciano linguaggio alto e contaminazioni sperimentali, non-sense e un pizzico di follia, umorismo sottile e atmosfere romantiche, il tutto all’insegna del divertimento e contraddistinto dall’altissima qualità che contraddistingue la  compagnia.

Ancora a dicembre, un altro spettacolo di prosa. Domenica 13 dicembre, torna a Cuneo Neri Marcorè che in Quello che non ho darà voce a un affresco teatrale che cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in equilibrio instabile tra ansia del presente e speranza nel futuro. Storie emblematiche, quasi parabole del presente, che raccontano (anche in forma satirica) nuove utopie, inciampi grotteschi e civile indignazione. Lo spettacolo, prodotto da Archivolto, nasce da un’ispirazione che deriva dal lavoro di Pasolini e in particolare dal suo film “ La rabbia”. Al tessuto narrativo si incrociano poi le canzoni di Fabrizio De Andrè, poesie in musica che passano dalle ribellioni e i sarcasmi giovanili alla visionarietà dolente delle “anime salve” e dei “non allineati” contemporanei, costruendo idealmente un dialogo, etico e politico, tra le narrazioni dell’Italia e del mondo di due artisti spesso in assonanza. Nelle ultime stagioni Marcorè ha molto frequentato il teatro musicale, esplorando tra l’altro Gaber e i Beatles e costruendo spettacoli che guardano sia al teatro civile che alla bizzarra giocosità del surreale.

Quest’anno la stagione prosegue anche durante le feste natalizie! Domenica 3 gennaio sarà la volta di L’albergo del libero scambio di Georges Feydeau, nella rivisitazione di Davide Carnevali, drammaturgo tra i più interessanti del momento. Dirige lo spettacolo Marco Lorenzi, che torna in scena con un testo cardine della commedia dopo il successo del suo Gl’Innamorati di Carlo Goldoni.

Martedì 12 gennaio sarà poi la volta di un gigante del nostro teatro, insuperabile maestro e instancabile sperimentatore: Umberto Orsini torna in scena con un classico di Arthur Miller, Il prezzo, che fotografa con spietata lucidità e amara compassione le conseguenze della devastante crisi economica avvenuta negli Stati Uniti nel ’29. Un capolavoro che, pur venendo da lontano, ci porta ai nostri giorni così pieni di incertezze.

E dei nostri giorni, delle sue incertezze e delle sue tragedie, ma anche delle possibili reazioni, degli insperati riscatti, ci racconterà giovedì 28 gennaio il pluripremiato Teatro delle Albe con il suo Rumore di acque. Il racconto della traversata da parte di una minuta, coraggiosa donna tunisina: “Timida, col suo italiano spezzettato tra i denti, faceva fatica ad alzare gli occhi”, racconta l’autore e regista Marco Martinelli. E poi altre, tante storie: quel generale acido e nevrotico, quel funzionario che ne ha le scatole piene di star lì a contare numeri e morti e metterli in fila, un lavoraccio, tutti i giorni così, pure mal pagato da quelli delle capitali, quel ragionierino demoniaco e sarcastico, quello spettatore impotente davanti ai telegiornali, quello, proprio quello, siamo noi. I Fratelli Mancuso (la stagione passata in scena, tra l’altro, nella Medea di Emma Dante), arricchiscono lo spettacolo con le loro potenti voci di satiri antichi, che sembrano gridare il dolore dell’umanità dal fondo degli abissi marini.

Lunedì 8 febbraio torna a Cuneo la Compagnia Lombardi Tiezzi, garanzia di qualità e di ricerca, con Il ritorno di Casanova, uno dei capolavori narrativi di Arthur Schnitzler, grande cantore della Vienna spumeggiante e feroce  nel declinante Impero asburgico. In questo meraviglioso racconto di del 1918 si rivela la tragicommedia della coscienza moderna, sganciata dai valori della tradizione, attenta ai propri istinti e ai propri falsi valori, nel tentativo di sfuggire alla vecchiaia e alla morte. Il cuore del testo è lo scontro freudiano fra Amore e Morte, segnato dall’angoscia della fine di un’epoca “felice”.

Martedì 23 febbraio, è invece la volta di una delle realtà più innovative e coraggiose del nuovo panorama teatrale piemontese. Le Voci Erranti di Grazia Isoardi portano in scena Amunì, protagonisti i  detenuti del Laboratorio Teatrale del carcere di Saluzzo. Una storia di figli che attendono il ritorno del padre e nell’attesa, attraverso i ricordi, ritornano a loro volta bambini per poi prendere consapevolezza della propria paternità. “È passato il tempo del padre-padrone e del padre-eroe, ora viviamo la necessità di avere padri testimoni di come si possa trasmettere ai propri figli e alle nuove generazioni la speranza nell’avvenire, il senso dell’orizzonte. C’è da chiedersi se esiste un’alternativa alla guerra tra generazioni e all’individualismo senza speranza che caratterizza le relazioni quotidiane.”

Giovedì 3 marzo un testo di Stefano Massini, uno degli migliori scrittori teatrali della nuova generazione (erede designato di Luca Ronconi al Piccolo Di Milano), prende vita grazie a Paolo Rossi. Molière: La recita di Versailles, prende spunto da L’Impromptu de Versailles, la commedia del 1663 in cui Moliere mette in scena sé stesso e la sua compagnia dichiarando apertamente le sue idee sull’arte drammatica e abbozzando quella Comédie des comédiens che da molto tempo, si dice, aveva intenzione di scrivere. La riscrittura dell’opera, cui hanno partecipato anche Paolo Rossi e Giampiero Solari, si prefigge di approfondire l’arte comica, di fondere la tradizione e l’attualità con rigore e poesia. Ne nasce una divertente rappresentazione della vita quotidiana dei teatranti, alla ricerca del capolavoro, tra brani tratti dalle commedie più celebri e stralci della biografia per lo più sconosciuta e straordinariamente affascinante del grande capocomico francese. Un viaggio nel teatro, nelle opere e nella biografia di Molière, il racconto del dietro le quinte di una compagnia in prova che deve allestire uno spettacolo in tutta fretta, una nuova commedia che mette a confronto in un gioco di specchi temporali e esistenziali il lavoro e la vita del capocomico Molière e del personaggio capocomico Paolo Rossi.

Domenica 13 marzo, il Toselli ospiterà un capolavoro di Ettore Scola, Una giornata particolare . Nel ruolo che al cinema fu dell’indimenticabile Marcello Mastroianni, Giulio Scarpati.

Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti…  Unità di tempo, unità di luogo. E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Sono due umiliati, due calpestati, sono due ultimi, nel giorno del ballo, sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola.

Sabato 19 marzo torna la danza, con i funambolici ballerini della Compagnia inglese Gandini Juggling che presenta Smashed, un omaggio a Pina Bausch e al suo Tanztheater. Nove straordinari giocolieri ricreano una serie di immagini dal sapore cinematografico ispirate alle coreografie della Bausch 1980 e Kontakthof. Il culmine di una continua indagine del rapporto tra giocoleria, danza e teatro, grazie anche alla loro lunga collaborazione con il coreografo Gill Clarke. Una straordinaria colonna sonora, che alterna motivi popolari degli Anni ’30 e musica barocca, attraversando crudeltà, umorismo e senso dell’assurdo, per condividere con il pubblico un’esperienza di grande emozione. Tutto questo è Smashed!

A seguire un nuovo tuffo nel teatro classico, martedì 22 marzo, con La dodicesima notte. Carlo Cecchi torna a Shakespeare per misurarsi con una commedia corale fondata sugli equivoci, sugli scambi di identità e di genere. Il testo, esaltato dalla traduzione della poetessa Patrizia Cavalli, dalle musiche di Nicola Piovani e dai sontuosi costumi di Nanà Cecchi, ancora una volta permette al regista (anche interprete nelle vesti di Malvolio) di orchestrare un gioco attoriale straordinario, lavorando sulla stilizzazione e sull’essenza dei personaggi attraverso quella maestria che ha fatto di lui il più moderno tra i grandi registi-interpreti del teatro italiano.
La musica e l’arte saranno protagoniste dello spettacolo successivo, giovedì 14 aprile. Il poliedrico Stefano Bollani porta a Cuneo La Regina Dada, da lui scritto e interpretato insieme a Valentina Cenni. Un inedito attraversamento dell’universo dada. Una regina di fiaba si inoltra nel bosco delle avanguardie, evocato dal panorama sonoro creato da Francesco Giomi, i robot di Matteo Suzzi, le musiche di Bollani – in scena attore e musicista -, la grazia e la fisicità di Valentina Cenni. Il mondo rigidamente umano delle nozioni utili, dei simboli delineati e delle convenzioni socialmente accettabili sembrava già all’ epoca del movimento Dada poco plasmabile. E il senso comune sempre più pare allontanarsi dalla sola idea di “creatività”. Per questo gli autori-interpreti raccontano di avere immaginato una situazione scenica in cui far agire una coscienza, regina del proprio mondo, frenetica e assorta al tempo stesso.

Per chiudere in bellezza la stagione, martedì 19 aprile, Silvio Orlando e Marina Massironi sono i protagonisti di La scuola.A vent’anni di distanza torna la commedia teatrale del ’92 che ispirò l’omonimo film cult. “Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera; fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico”, ha dichiarato Silvio Orlando. Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico.

Per informazioni Comune di Cuneo | Assessorato per la cultura – Ufficio spettacoli | spettacoli@comune.cuneo.it 0171 444 812 /818

 

 



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