L’assicurazione anti hacker?Ce l’ha solo il 27% delle aziende europee

Secondo il report di Kroll le imprese sono poco interessate a prevenire i rischi, solo il 55% di chi sottoscrive polizze cyber è tutelato contro le violazioni ai fornitori

Il mercato globale delle cyber-assicurazioni cresce a vista d’occhio. Secondo un recente report del Financial Times varrà 20 miliardi di dollari nel 2025. Peccato che esistano sensibili differenze tra i paesi del mondo e l’Europa non brilli per lungimiranza. Nonostante l’allerta generale, solo il 27% delle aziende europee ha sottoscritto un’assicurazione «anti-hacker».

Una percentuale molto bassa se confrontata con quella del Medio Oriente dove si tutela il 53% delle aziende o il Nord America dove il 45% delle imprese sottoscrive polizze ad hoc. A rivelarlo è Kroll che, in collaborazione con Legal Week, ha realizzato una ricerca a livello internazionale sulla propensione degli imprenditori a dotarsi di coperture assicurative per le violazioni informatiche. «In Italia siamo ancora poco consci dei danni potenziali di un attacco – spiega Marianna Vintiadis, Managing Director di Kroll e responsabile per il Sud Europa -. Di conseguenza anche la propensione a spendere budget prezioso per assicurarsi è molto bassa. Nel nostro Paese l’avvento della Gdpr dovrebbe agire come ulteriore incentivo. Dal 2018 oltre ai danni diretti si verranno infatti ad aggiungere i potenziali danni regolatori».

Per chi sottoscrive le polizze c’è poi il problema della qualità della copertura. Non sempre l’assicurazione garantisce un livello di tutela adeguato e i manager preposti delle imprese difficilmente conoscono in dettaglio il pacchetto offerto. Dalla ricerca di Kroll, ad esempio, emerge come solo il 55% delle aziende sia assicurata contro le violazioni o gli errori che coinvolgono i fornitori. È il caso del Sud Est Asiatico dove le imprese non verificano mai se i collaboratori o i partner siano tutelati contro attacchi hacker, phishing, malware o ransomware. Un terzo delle imprese mediorientali e più della metà di quelle sudamericane non sa poi se la propria polizza copre o meno l’errore dei dipendenti.

«Di fatto le imprese hanno tre scelte: accettare il rischio, mitigarlo o trasferirlo su terzi- spiega Andrew Beckett, Managing Director, EMEA Cyber Security e Investigations Practice Leader di Kroll -. In questo l’assicurazione svolge un ruolo chiave. Troppo spesso vediamo clienti che acquistano polizze poco adatte o generiche quando invece avrebbero bisogno di pacchetti specifici per rischi specifici»



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