LATTE: ETICHETTATURA D’ORIGINE, SODDISFAZIONE DEI 5 STELLE

Il via libera della Commissione europea sull’obbligatorietà dell’indicazione d’origine in etichetta dei prodotti lattiero-caseari è una misura che il M5S richiedeva da tempo a tutela dei consumatori e dei produttori di qualità. Ora avanti con la trasparenza negli altri comparti

L’attesa misura per rendere obbligatorio l’indicazione di origine per il latte e i prodotti lattiero-caseari è stata accolta da tutto il comparto con grande entusiasmo. “È un provvedimento che abbiamo sempre auspicato: il tema dell’etichettatura chiara e trasparente, infatti, è un punto fondamentale del nostro programma che intendiamo far valere sia con le Istituzioni europee sia con le multinazionali che dominano questo mercato – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Si tratta di una misura a tutela sia dei consumatori, che vorremmo sempre più informati e consapevoli, sia dei produttori che scommettono ed investono sulla qualità delle materie prime. Il via libera giunto ora dall’Ue alla richiesta italiana, a nostro parere, si configura come un atto dovuto dopo la deroga già concessa in estate alla Francia sulle carni. Al contempo, non possiamo che esprimere soddisfazione per un Governo che finalmente, dopo aver bocciato diverse volte in Aula e in Commissione, ha sposato la nostra posizione: un esempio tra tutti, l’emendamento del M5S alla proposta di legge ‘anti-contraffazione’, bocciato alla Camera lo scorso marzo e che chiedeva di introdurre proprio l’indicazione di origine per i prodotti derivati dal latte sull’esempio di quanto fatto in Francia – prosegue L’Abbate (M5S) – Sono oramai tre anni, infatti, che con numerosi atti parlamentari chiediamo una maggiore trasparenza in etichetta per tutti i prodotti dell’agroalimentare italiano: speriamo che dopo l’apertura al latte si vada avanti sul resto, dalla carne al miele a tutti i prodotti apistici”. L’obbligo che scatterà dal prossimo primo gennaio, però, si configura come una “misura necessaria ed importante” ma non “risolutiva” dei problemi relativi al comparto, “che ha bisogno di ulteriori provvedimenti per fronteggiare la crisi e proiettarsi al futuro”, conclude il deputato pugliese 5 Stelle.



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