Lavoro: è sul Bur avviso progetto Matelda per donne vittime violenza

Trieste- E’ stato pubblicato oggi sul Bollettino Ufficiale della Regione l’Avviso pubblico “SiConTe – Progetto Matelda – 2018”, pensato per offrire supporto alla situazione occupazionale delle donne impegnate in percorsi di uscita da situazioni di violenza.

Il progetto Matelda nasce dalla convinzione che anche il fenomeno della violenza di genere contro le donne è problema da cui non si esce se non agendo, in modo sia preventivo che strutturale, sull’elemento chiave della parità e dell’eguaglianza, in particolare sostenendo la loro partecipazione attiva al mondo del lavoro e alla vita economica del territorio che – elemento fondamentale per l’indipendenza – è spesso a rischio, come il resto della loro vita.

Gli interventi previsti dalla Regione con il progetto Matelda – già concertati insieme ai Centri antiviolenza e ai Servizi sociali dei Comuni e realizzati nel corso del 2017 con il coinvolgimento di più di 100 donne beneficiarie del progetto – prevedono, in sintesi: un percorso personalizzato di sostegno alla situazione occupazionale e all’accesso agli strumenti e servizi che favoriscono la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro; l’erogazione di un contributo economico – compreso tra i 2 e i 3mila euro – per l’acquisto, attraverso l’attivazione di contratti di lavoro domestico, di servizi di “baby sitting” in aggiunta o in alternativa all’utilizzo dei servizi educativi e di comunità.

Il tema del contrasto alla violenza sulle donne è molto avvertito tra le nuove generazioni, spesso impegnate, mediante le loro forme associative, a ragionare intorno alla cultura del rispetto e della parità. In relazione a Matelda, i ragazzi dell’Associazione Rotaract di Trieste hanno contribuito alla buona riuscita del progetto mettendo a disposizione, attraverso il Centro antiviolenza Goap di Trieste, un fondo destinato a coprire eventuali problemi di anticipazione delle spese da parte delle donne beneficiarie: importi piccoli, ma subito disponibili, da restituire poi, ad avvenuta erogazione del contributo da parte della Regione (trenta giorni), in modo che la somma possa essere riutilizzata, a rotazione appunto, dalle nuove richiedenti.



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